Categoria: Obiettivi

Di sana e robusta costituzione

di sana e robusta costituzione - il blog del dottormic -

Quando dobbiamo affrontare uno sport impegnativo, particolarmente sfidante, la prima cosa che ci viene chiesta è un certificato che attesti la nostra sana e robusta costituzione. È proprio così, si ritiene di fondamentale importanza il fatto di attestare che si è pronti per intraprendere un’impresa importante. Dobbiamo farlo a scuola per poter fare due ore di ginnastica (oggi educazione motoria), dobbiamo farlo per la palestra sotto casa per poter passare qualche mezz’ora sul tapis-roulant, dobbiamo farlo per la piscina per il corso di acquagym. Poi succede che abbiamo dato inizio all’impresa della nostra vita, quella in cui metteremo tutte le nostre energie, in cui investiremo la maggior parte del tempo, che ci coinvolgerà e ci costringerà a cambiare sfidando noi stessi a dare sempre il meglio…e per fare questo nessuno ci chiede alcun certificato che attesti la nostra sana e robusta costituzione. Un bel certificato dove sia scritto quale sia il nostro obiettivo principale e il sogno da cui deriva. Un certificato in cui sia espressa la Mission della nostra impresa, nella quale siano descritte tutte le norme e le

Qual è il problema?

Qual è il problema? - il blog del dottormic -

Sto per iniziare una prima visita, non conosco il paziente. Entro in studio, mi siedo, ci salutiamo e posso porre la mia prima domanda: qual è il problema che l’ha portata qui oggi?\r\n Il grosso del lavoro è fatto. Non mi resta che stare comodo e ascoltare tutto quello che verrà detto. Dovrò solo lasciare al paziente la libertà di spiegare la sua prospettiva e soprattutto dovrò pensare che il più grande esperto al mondo di quello che soffre e dei problemi che patisce sia proprio lui. Non dovrò interromperlo. Leggo che i medici spesso interrompono i pazienti. Si parla di una percentuale leggermente superiore al 20% di medici che consentono ai pazienti di concludere il discorso iniziato. Addirittura l’interruzione avviene solitamente dopo 20 secondi.\r\nNon mi sembra logico. È così bello ascoltare, oltre al fatto che difficilmente una persona che si siede sulla mia poltrona impiegherà più di due o tre minuti per raccontare la sua situazione. È interessante ascoltare e capire la percezione del problema da parte della persona che ho di fronte. \r\n Mi affascina osservare come la prospettiva nel

Filo sì, filo no…

filo sì, filo no - il blog del dottormic -

Ormai da qualche giorno, trovo in rete vari articoli che riportano una notizia che riguarda l’utilizzo del filo interdentale o meglio il fatto che non ci siano delle evidenze scientifiche che dimostrino la reale utilità del filo interdentale nella cura della propria bocca.\r\nSi legge di associazioni governative americane che hanno tolto le indicazioni all’utilizzo dalle loro raccomandazioni per la salute così come associazioni inglesi che invitano a non usare il filo e a preferire l’utilizzo di scovolini interdentali.\r\nIn Italia c’è chi da ragione alla scienza e sconsiglia (o meglio non consiglia) l’utilizzo del filo e c’è chi ne fa una questione di buonsenso affermando che, dal momento che l’utilizzo del filo interdentale male non fa, sia meglio utilizzarlo per l’igiene orale quotidiana.\r\n Chi ha ragione? Non ne ho idea!\r\nIn uno degli ultimi articoli ho parlato di come ci siano degli oggetti, il filo interdentale è tra questi, che non hanno alcun utilizzo intrinseco e che da soli non servono a nulla ma che N.O.I. possiamo rendere utili riuscendo a trovare un preciso scopo per il loro utilizzo. Quindi quando qualcuno mi chiede

Euristico!

Euristico! - il blog del dottormic -

Euristico: detto di ipotesi che informa e orienta una ricerca; non rigoroso ma intuitivo.\r\n Come mi piace l’euristica! Questa parola che deriva, come moltissime altre dal greco, significa trovare. Se il nostro modo di agire tutti i giorni dovesse fondarsi su questa parola, saremmo di fronte a infinite possibilità di scoprire in continuazione nelle cose che facciamo, aspetti nuovi e inesplorati. Oggi, di fronte alle nuove tecnologie, per sentirci più al sicuro, preferiamo ricalcare modelli precedenti, ai quali le nuove tecnologie non appartengono, rischiando di non riuscire a trovare appunto tutta una serie di nuove applicazioni che ci venissero offerte. \r\n Se usiamo un moderno smartphone per telefonare in mobilità senza rimanere vincolati ad un cavo collegato alla presa a parete, non facciamo un torto a nessuno. Ma se ci limitiamo solo a questa possibilità che è la più “sicura” rispetto alle nostre abitudini, perdiamo tutta una serie di opportunità che potrebbero costituire per la nostra vita un vantaggio inestimabile. Agendo in maniera euristica potremmo scoprire che grazie allo smartphone cambia il modo di comunicare con le altre persone grazie all’impiego

Offrire Qualità Costante

ffrire Qualità Costante - il blog del dottormic -

Se vogliamo valore dalle persone, offriamo qualità in maniera costante.\r\nLa qualità di comportarsi e di fare le cose sempre allo stesso modo. Questa è la consistenza.\r\nQuesta è la maniera per ottenere sempre il massimo da quello che facciamo. Dobbiamo essere consistenti. Non basta la performance di un giorno o di un periodo. Bisogna lavorare per ottenere un risultato facendo le azioni giuste e utili dopodiché bisogna lavorare per mantenere quel risultato essendo consistenti nel mantenere il giusto grado di energia..\r\n Una volta si ammoniva, chi otteneva risultati straordinari e irripetibili, a non adagiarsi sugli allori. Oggi questo modo di dire non solo è vero più che mai, ma rappresenta l’atteggiamento che deve avere chi vuole sopravvivere in un mondo che cambia senza sosta. Ottenere un risultato è solo l’inizio del fallimento se non interviene appunto la consistenza, cioè la capacità di ripetere la prestazione dall’inizio. Valorizziamo le persone, le aiutiamo a ottenere risultati straordinari sfruttando i loro talenti e poi, a volte, ci dimentichiamo di loro, o meglio tralasciamo il fatto che la valorizzazione sia un processo continuo che richiede un apporto di

Per ogni problema c’è…un progetto!

Per ogni problema c’è un…Progetto - il blog del dottormic -

Ci permettono di affrontare al meglio la programmazione della nostra attività quotidiana. Innanzitutto vorrei sfatare il mito che per ogni problema c’è sempre una soluzione. Non è detto. N.O.I. in studio preferiamo pensare che per ogni problema ci sia un progetto. Grazie a questo progetto possiamo andare immediatamente oltre il problema e comprendere come la sua soluzione a volte sia scontata, a volte sia impegnativa. Addirittura a volte non c’è una reale soluzione ma rimane sempre la possibilità di affrontare il problema da un’altra angolazione.\r\n A questo punto le cose cambiano perché se uno ci chiedesse quanti problemi abbiamo nella nostra vita noi potremmo rispondergli di non averne affatto! Ma di avere un sacco di progetti. La parola progetto deriva dal latino “pro jectus” che chiaramente ci invita ad andare oltre il problema. Andando oltre il problema, ci accorgiamo di essere noi per primi parte del problema e addirittura di esserne causa. Questa è principalmente la scoperta che ci troviamo di fronte quando decidiamo di affrontare i problemi con dei progetti. \r\n Inoltre se pensiamo ad un progetto, automaticamente escludiamo la possibilità di lamentarci del problema o di

Dedicare del tempo a noi stessi

Dedicare del tempo a noi stessi - il blog del dottormic -

A volte sembra impossibile prendere del tempo per stare con noi stessi. Siamo così abituati a non averne che, quando capita, non siamo organizzati e ci sembra di non sapere cosa fare. Come ho già detto in un altro articolo, il tempo sembra essere una delle risorse più scarse della nostra epoca. Prima o poi, sappiamo, che riusciremo a ricavare energia da fonti inesauribili e pulite e allora la maggior parte dei nostri problemi troverà una soluzione ma la gestione del tempo e la sua mancanza relativa, rimarrà sempre una questione aperta. Dobbiamo imparare fin da ora quindi a guadagnare e a spendere il tempo in modo da conservarne un po’, per prenderci cura di noi stessi, per considerare aspetti della nostra vita che altrimenti tenderemmo a trascurare.\r\n Un aspetto è quello della salute. \r\n Quante volte rimandiamo visite o trattamenti per il solo fatto di non avere il tempo necessario per affrontarli? Certo, a volte, è una scusa, ma cosa si nasconde dietro quella scusa? Forse, io penso, l’incapacità di riservare dell’attenzione a noi stessi, di avere come unico

Siamo medici? (seconda parte)

Siamo medici? (seconda parte) - il blog del dottormic -

Quando vediamo un sintomo, 9 volte su 10 il problema sta altrove!\r\n Se un nostro paziente arriva in studio con dolore (sintomo) difficilmente risolveremo il problema prescrivendo un antidolorifico. Il dolore potrebbe essere legato ad una carie in una zona poco visibile del dente, se la carie è in una zona poco visibile e accessibile, significa che in quella zona non è stata fatta una pulizia quotidiana sufficiente, se non è stata fatta una pulizia proporzionata e corretta significa che al paziente non sono state fornite le adeguate istruzioni per una corretta igiene orale oppure che la motivazione all’igiene non ha sortito gli effetti programmati e desiderati. Questo potrebbe dipendere da una scarsa formazione dell’igienista sulle tecniche di persuasione. La mancata formazione potrebbe essere frutto di un’errata scelta strategica dell’impresa sulle risorse da dedicare alla formazione (causa). Risultato se i nostri pazienti arrivano troppo spesso in urgenza con dolore, la causa del dolore sta in una scelta strategica sbagliata! \r\n Spesso siamo critici nei confronti di comunicazioni sui media tradizionali o su Internet, che considerano solo il sintomo in modo

Siamo medici? (prima parte)

Siamo medici? (prima parte) - il blog del dottormic -

Siamo medici? Comportiamoci da medici…in azienda!\r\n Quando un paziente si siede sulla nostra poltrona, per prima cosa gli chiediamo di raccontarci il suo problema attraverso i suoi sintomi. Perché sappiamo che il paziente, che arriva con un quesito, non potrà mai raccontarci in maniera dettagliata il problema in questione ma ci racconterà i sintomi, che lui conosce perfettamente, in base alla sua esperienza, anche se non ha studiato odontoiatria. \r\n Il nostro compito sarà quello di riportare i sintomi alle cause. \r\n Faccio un esempio immediato: se un paziente viene da noi e ci racconta di avere le gengive che sanguinano (sintomo), difficilmente la soluzione definitiva del problema sarà un collutorio per le gengive infiammate che sanguinano. Se un paziente ha le gengive infiammate potrebbe avere della placca che si è organizzata in tartaro, magari dovuta al fatto che i denti sono mal-posizionati e che non riesce a mantenere un adeguato livello di igiene orale e quindi, in questo caso, la soluzione del problema sta nel riallineamento che risolve mal-posizionamento dei denti. \r\n Quando vediamo un sintomo, 9 volte su

Una battaglia persa in partenza

Una battaglia persa in partenza - il blog del dottormic -

Spesso mi chiedo se la battaglia alla quale assistiamo in questo periodo sui media e sui social, sia una battaglia destinata a vedere una conclusione che costituisca un reale vantaggio per i pazienti e per gli odontoiatri. Mi sembra più che altro di vedere un contraddittorio già sperimentato in altre situazioni. Mi lascia sempre un po’ perplesso il fatto che si esprimano sui pubblici domini o sui giornali una serie di temi che difficilmente i pazienti come tali possono comprendere e soprattutto mi chiedo se ci si renda veramente conto di questo aspetto.\r\n Noi come persone siamo in grado di giudicare solo quello che conosciamo. Di tutto il resto, non ci interessa, perché semplicemente non fa parte del processo decisionale che, come sappiamo da decenni, non fa capo solo all’elemento razionale ma coinvolge in maniera preponderante la sfera emozionale. È proprio per questo che non vedete mai una comunicazione aziendale in cui si spiega la qualità delle attrezzature che vengono utilizzate per produrre un oggetto. Figuriamoci poi se dovessimo assistere alla spiegazione dei costi e dei compiti che gravano sull’azienda,