LA CURA ODONTOIATRICA DEI PAZIENTI CON DISABILITÀ (IV parte)

disabilità e odontoiatria - il blog del dottormic -

Pazienti normali, con diritti normali, con problemi speciali.
Questi sono per N.O.I. i pazienti disabili.

Prima di tutto c’è la comunicazione che ci serve per entrare in relazione. Si comunica direttamente con il paziente oppure si comincia con la persona che si occupa di quel paziente tutti i giorni. Per conoscere le abitudini, il modo di fare, i problemi, le paure, le aspettative. Per capire il grado di collaborazione, per decidere se possiamo essere utili e come possiamo esserlo. Dobbiamo capire se un paziente è collaborante, se può essere responsabile della sua salute oppure se non è del tutto collaborante e allora saremo noi a dover fare di più oppure dovremo capire se un paziente non è collaborante per nulla e allora dovremo essere in grado di formulare comunque una diagnosi e scrivere un piano di trattamento anche se poi non saremo noi a curarlo ma dovremo indicare i tempi e i luoghi migliori per far si che possa ricevere al meglio le cure di cui necessita.

In generale comunque la cura odontoiatrica del paziente con disabilità prevede alcuni accorgimenti e requisiti che servono per ridurre le barriere e i problemi. Questo potrebbe essere un primo elenco:

  • dobbiamo essere efficienti e sistematici sia al momento dell’esame che al momento del trattamento per abbreviare al massimo le sedute
  • dobbiamo conoscere la sua specifica condizione medica, fisica, mentale o comportamentale per garantire il miglior trattamento possibile nella massima sicurezza
  • ci deve essere la presenza di un maggior numero di assistenti durante le sedute e i trattamenti per un miglior controllo e monitoraggio del paziente
  • dobbiamo disporre in studio di varie alternative come l’anestesia locale o la sedazione cosciente in funzione del trattamento richiesto e delle caratteristiche soggettive (per esempio, paziente molto ansioso, incapace di stare fermo durante il trattamento, con gravi deficit cognitivi, e così via). Per quello che riguarda l’anestesia totale dovremmo avere sempre un centro di riferimento.
  • dobbiamo essere flessibili nella gestione degli appuntamenti
  • dobbiamo coinvolgere i parenti o i tutori del paziente nella pianificazione ed eventualmente nell’esecuzione del trattamento
  • dobbiamo avere la capacità di fornire al paziente e/o ai suoi tutori, istruzioni specifiche circa le procedure domiciliari e l’igiene orale. Nel caso di alcuni deficit cognitivi è possibile educare il paziente all’importanza della salute orale e dell’igiene attraverso materiali didattici appositi nei casi più gravi. È indispensabile prestare grande attenzione ai cambiamenti di comportamento che possono esprimere il dolore fisico che il paziente non è in grado di comunicare in altro modo.

Una corretta diagnosi odontoiatrica si basa sulla collaborazione tra odontoiatra, genitore o tutore e paziente per una completa conoscenza della storia medica e delle caratteristiche comportamentali del paziente disabile. L’esame clinico odontoiatrico si concentra sulla valutazione dei denti e delle gengive della bocca e spesso può avvalersi di un approfondimento radiografico. La prevenzione delle patologie orali è la fase più importante del trattamento odontoiatrico nel paziente disabile. La prevenzione consiste nell’apprendimento delle corrette manovre di igiene orale domiciliare, nell’applicazione sistemica e topica di fluoro (fluoro profilassi) e nella sigillatura dei solchi. 

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