La temperatura giusta…per chi?

la temperatura giusta - il blofdeldottormic-

Adesso fa caldo, veramente caldo. L’abbiamo aspettato tanto e adesso è arrivato.
In realtà è normale visto che finalmente è arrivata l’estate e come ogni anno si pone il problema della temperatura da tenere all’interno dello studio.
Come sempre è una battaglia tutti contro tutti per ottenere il livello di temperatura desiderato. C’è che ama il freddo polare e porta il condizionatore a livelli da glaciazione e chi invece del condizionatore potrebbe tranquillamente farne a meno e non lo vuole nemmeno accendere.

Ma il dilemma è: chi comanda in fatto di temperatura? Il medico o l’assistente? E il povero paziente non può avere voce in capitolo?
Io penso che sia necessario essere un po’ democratici e sentire tutti i pareri. È vero che per lavorare, a volte anche sotto pressione, è necessario avere un clima non troppo caldo ma in caso contrario, con il freddo, è un attimo prendersi un malanno o il classico torcicollo che peggiorerà il lavoro nei giorni successivi.
Si legge in giro che non bisogna tenere una temperatura inferiore ai 4-5 gradi rispetto alla temperatura all’esterno. Se fuori ci sono 32 gradi il condizionatore va puntato a 28. Giusto. Ma so che al piano di sotto c’è chi lo punta invariabilmente a 21!!! Troppo freddo. Lo so per certo soprattutto quando vedo alcune assistenti girare per lo studio con il golfino di lana. Non va bene.

Entro in studi dove servirebbe il piumino e poi passo in altri dove si potrebbe tranquillamente girare in bermuda. L’aria poi non deve essere diretta ma bisogna fare in modo che punti o verso l’alto o molto in basso in modo da non colpire parti sensibili come collo e schiena. I pazienti devono dire la loro. Se fa troppo caldo o troppo freddo devono poterlo dire e soprattutto devono essere ascoltati. Bisogna comunque cercare di trovare un accordo. La temperatura media rispetto a chi vuole il troppo freddo e chi vorrebbe mantenere il caldo.

A me vanno bene tutte le temperature tanto io, per non sapere né leggere né scrivere, non abbandono mai la buona, cara, vecchia maglia della salute.

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