UNA STRADA PER IL SORRISO

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La nostra passerella si sta trasformando in una vera e propria opera d’arte e la cosa merita una spiegazione.Se siete venuti in Studio in questo periodo avrete notato dei lavori in corso sulla passerella che conduce all’ingresso, siamo ancora in una fase di costruzione…ma c’è chi sta lavorando per N.O.I. Chi è l’artista della passerella dello studio? Enrico Cazzaniga“Ha indagato la città e più approfonditamente la strada, quale luogo di vita, di incontro, di commercio, di passaggio dell’uomo. I suoi lavori hanno dapprima utilizzato il catrame e l’asfalto veri e propri, poi si sono concentrati su altri temi e mezzi, portandolo agli ultimi cicli riguardanti la tematica del “Togliere”. Pure nelle nuove opere si sente comunque l’eco del lavoro costruito servendosi degli asfalti e lo studio della segnaletica stradale, come mezzo di comunicazione diretta a tutti e basata su simboli moderni, figli della società contemporanea.[estratto da testo critico di Flavio Arensi, 2001] Se volete guardare i suoi progetti, ecco il suo sito internet http://www.enricocazzaniga.it/ Il titolo dell’opera: “sMIle WAY“ Se esiste 1SorrisoXTutti esiste anche una “via per il sorriso”. Entrare

MA N.O.I. NON CI ARRENDIAMO

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Sta arrivando Natale, perché si sa che Natale quando arriva, arriva…e noi stiamo ancora parlando di covid, di colori delle regioni, di restrizioni più i meno pesanti, di malati, ricoverati e purtroppo di morti. Ogni tanto mi ricordo di cosa leggevamo e sentivamo a fine 2019 e poi cosa è successo nel 2020! Allora era un senso di incredulità e angoscia. Oggi è un senso di impotenza.Ma noi non ci arrendiamo.Le cose accadono, anche le più brutte e ogni volta testiamo la nostra capacità di reagire e la nostra forza e quello che ho visto in questi anni è stata tanta forza e tanta capacità di guardare avanti sia nelle persone che lavorano in studio sia nei pazienti che lo frequentano. Mai come nell’affrontare questa situazione siamo stati così uniti.Abbiamo chiesto di compilare decine di documenti nuovi, abbiamo imposto code, triage, attese, scaglionamenti, abbiamo rimandato e riprogrammato migliaia di appuntamenti, abbiamo modificato tutti i metodi di pagamento e di comunicazione con lo studio. Lo abbiamo fatto con enorme dispendio di energie ma sempre con la comprensione e l’aiuto di tutti

Abbiamo bisogno di (più) tempo

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Quello che manca veramente…il tempo.Ogni epoca ha la sua scarsità e la sua crisi. Qualche decennio fa, quelli meno giovani se lo ricorderanno, ci fu la crisi petrolifera che ci costrinse ad andare a piedi per qualche tempo, poi con il nuovo millennio emerse prepotentemente la crisi ambientale.Recentemente è arrivata la crisi dei microchip e la conseguente scarsità. Tutte situazioni che le persone subiscono in varia misura. Alcuni ne sono consapevoli altri meno. Tuttavia esiste una risorsa che tutti, assolutamente tutti, percepiscono come scarsa.Il tempo.Tutti abbiamo bisogno di più tempo perché ne sentiamo la mancanza. Di tempo non ce n’è mai abbastanza… E allora N.O.I. lavoriamo sul tempo cerchiamo di ottimizzarlo, di risparmiarlo. Cerchiamo di fare meglio e fare presto. Oggi la tecnologia ci offre possibilità incredibili fino a pochi anni fa.Sapete che possiamo fare un’analisi accurata di come funzionano i vostri muscoli in pochi minuti? (Teethan)Possiamo eseguire un esame TAC 3D per valutare la forma e la consistenza dell’osso direttamente in studio per poter dare risposte più rapide e esaurienti.Infine possiamo, con il nuovo sistema CEREC preparare e ricostruire

Autunno: nuovi progetti e inizi

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L’autunno ha sempre il sapore di un nuovo inizio. Dopo l’estate e il ritorno dalle vacanze riposati e in forma, la voglia di ricominciare a fare progetti è sempre tanta. Quest’anno il nostro progetto è molto importante, è un progetto che guarda al futuro ma che richiama molto il passato. Parliamo di un progetto che riguarda la protesi mobile o, detto in una parola più comune, le dentiere. Sono scomparse le dentiere?Qualche anno fa abbiamo tutti pensato che, con l’arrivo degli impianti fissi in titanio, le dentiere mobili fossero destinate a scomparire per sempre. La realtà, di fatto, ha smentito questa previsione. Per due motivi fondamentali: il primo motivo sta nel fatto che gli impianti non sono per tutti. Ancora oggi ci sono pazienti che, per svariati motivi, non possono usufruire di questa soluzione.Attenzione, sono rarissime le controindicazioni assolute e io dico sempre che tecnicamente possiamo fare di tutto (al limite del miracoloso) tuttavia, quando parlo col paziente e insieme mettiamo sul piatto della bilancia i pro e i contro, spesso la decisione cade su soluzioni più semplici e immediate

PERSONE CHE HANNO BISOGNO DI N.O.I. – PARTE 2

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Riprendendo la PARTE 1 dell’articolo:“Se stiamo affrontando un problema direttamente correlato con qualcosa che non va nella bocca, masticazione o occlusione non corrette per esempio, allora potremo intervenire proponendo al paziente un piano di trattamento adeguato. Se, al contrario, ci dovessimo trovare di fronte ad un problema più esteso che interessa aree più distanti rispetto alla normale regione di cui ci occupiamo tutti i giorni, allora dovremo affrontare insieme al paziente la possibilità di coinvolgere altri professionisti che potranno essere utili per la soluzione al problema come l’osteopata, il fisioterapista o l’otorinolaringoiatra.” Come facciamo a capire esattamente il problema del paziente facendo immediatamente il quadro generale della situazione in modo da prendere la migliore decisione? La soluzione c’è, quasi scontata e semplice: la visita del dentista: tante parole e ascolto esame obbiettivo (bocca e i dintorni) radiografie per escludere altri problemi esame elettromiografico ai muscoli per vedere se stanno bene con i movimenti e la forza cinetica piano di trattamento completo Come funzionano i tuoi muscoli? Sono stanchi? Affaticati? Fanno male? Domande difficili che hanno una risposta semplice…da oggi (con l’elettromiografia

APPUNTI DI MEZZA ESTATE

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E così siamo arrivati ad agosto. Lo studio ha ridotto la sua attività anche se non del tutto. Rimarremo aperti per le urgenze. Segreteria telefonica accesa, basterà lasciare un messaggio richiamati. E così dopo tanti mesi di lavoro, migliaia di appuntamenti, urgenze, corsi, riunioni e, perché no, anche un matrimonio, adesso ci godiamo a turno un po’ di riposo. Sui nostri social, per radio e di persona, abbiamo già dato tutti i consigli per affrontare le eventuali urgenze. Sui giornali leggiamo che molte località italiane sono esaurite, complice il fatto che è complicato viaggiare all’estero. Speriamo che questo faccia bene all’economia. Al nord abbiamo avuto tanta pioggia, al sud un caldo al limite della sopportazione. E poi il COVID-19.Con quel numero che ci ricorda che ormai sono due anni interi che influisce sulle nostre vite e sembra sempre più difficile farsene una ragione. Ma si va avanti. Ho passato tutto l’anno a spiegare ai pazienti gli effetti “indiretti” della pandemia con aumento costante dell’ansia e di conseguenza, del numero di denti fratturati.Un problema evidente in modo drammatico. Mai come in

COSTRUIRE UNA RELAZIONE

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La gara di golf Rossini Odontoiatri Cup ha raggiunto la 15° edizione. Siamo ancora in cifra tonda. Un bel traguardo per una manifestazione sportiva organizzata direttamente dal nostro studio insieme al Golf Club Rendena che ormai sta diventando un classico per gli appassionati che da tempo ci seguono e che partecipano all’evento. Non una semplice sponsorizzazione ma la volontà di realizzare ancora una volta una esperienza tangibile fuori dallo Studio Rossini che testimoni ai nostri pazienti e non solo la volontà di costruire una relazione diversa ma al tempo stesso complementare all’esperienza di cura. Come sempre diciamo in studio “è la relazione che cura”. Dobbiamo essere consapevoli che la salute spesso passa dalla possibilità di fidarsi e affidarsi ad una persona che deve certamente essere competente ma che deve, allo stesso tempo, saper entrare in connessione, ascoltare e parlare in modo da risultare utile per l’esperienza di cura che un paziente sta affrontando. Anche se sembra strano ad una considerazione superficiale, la tecnologia e la strumentazione sono su un piano secondario quando parliamo di salute. Prima di tutto viene sempre