Riporto da un articolo tra i tanti letti in questi giorni:“…Quindi Medici e dentisti non potranno più realizzare promozioni commerciali. Questa sentenza ha annullato di fatto «le decisioni dell’AgCom finalizzate a liberalizzare la pubblicità commerciale dei medici»…”\r\n Siamo alle solite. È vero, c’è stata una legge, la famigerata legge Bersani, che ha, tra le altre cose, liberalizzato per qualche anno la pubblicità da parte dei medici equiparandoli alle associazioni tra imprese e via dicendo. Si è discusso per anni, e ci sarebbe da discutere all’infinito, sull’opportunità di un tale provvedimento. Oggi ci troviamo di fronte a sentenze che lo stravolgono e pongono nuove discussioni in merito. \r\n Secondo me il problema però rimane. La pubblicità, come molte altre cose, non è di per sè cattiva, è uno strumento che può essere utilizzato in modo corretto, adeguato e utile cosi come può essere uno strumento utilizzato in modo scorretto, senza fini etici e dannoso. Questo in ogni campo di applicazione, non solo in campo medico. Per rimanere in tema: con la lama di un bisturi posso salvare delle vite cosi come posso compiere…





