VOI CHIEDETE, LO STUDIO RISPONDE (PARTE 2)

voi chiedete, lo studio risponde - il blog del dottormic -

Posso aspettare per fare i lavori visto che mi avevate detto che erano urgenti? Cosa posso fare nel frattempo? Ci sono dei lavori che, non essendo considerati urgenti, possono essere rimandati. Alcuni pazienti giustamente si preoccupano dato che, al momento della visita, è stato raccomandato loro di procedere con le cure al più presto mentre adesso tutto è fermo e non si può andare avanti con il piano di trattamento. Quando si tratta di salute, il nostro consiglio è sempre quello di agire e di farlo al più presto.Perchè aspettare? Perchè rimandare un lavoro per risolvere un problema che potrebbe solamente peggiorare?Questo è sempre stato il nostro consiglio…e adesso? Purtroppo questa situazione non dipende dalla nostra volontà.Quello che si può fare in questo periodo è tenere la situazione monitorata e sotto controllo; se tutto rimane stabile senza nuovi problemi possiamo aspettare, tuttavia se dovesse intervenire qualcosa di strano o comparire fastidio o dolore dovremo chiamare direttamente in studio per decidere insieme a noi se sia il caso di intervenire in maniera differente. Se non siamo intervenuti finora vuol dire che

VOI CHIEDETE, LO STUDIO RISPONDE

Voi chiedete lo studio risponde - il blog del dottormic -

Quali sono le prestazioni che un dentista può fare in questo periodo?Quali sono considerabili di “emergenza“ e quali no? Questa domanda è un po’ impegnativa, infatti quando penso alle prestazioni urgenti e non urgenti mi vengono in mente molti casi specifici e faccio fatica a fare delle categorie generali per venire incontro alle esigenze di tutti i pazienti.Per questo motivo ho chiesto aiuto a un documento dell’associazione dei dentisti americani (ADA American Dental Association) che ha stilato un elenco dettagliato delle prestazioni che possono essere considerate d’urgenza. Tuttavia ogni caso è da considerarsi unico e deve essere gestito con la consulenza del dentista di fiducia. Detto questo, secondo il parere della massima autorità americana, possiamo considerare urgenze:  un dolore acuto dovuto ad una infezione della polpa del dente l’infezione del dente del giudizio l’infezione di una precedente estrazione o l’infezione della ferita chirurgica  un ascesso o una infezione batterica localizzata che dà come esito dolore acuto o rigonfiamento la frattura di un dente, magari ancora vivo, che causa dolore o un trauma ai tessuti gengivali circostanti un trauma dentale con

PULIZIE DI PASQUA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

pulizie di pasqua

Siamo arrivati a Pasqua.Il tempo è bello, la primavera si fa sentire con la sua luce, i suoi profumi, il canto degli uccelli…e noi restiamo a casa! Perché questa primavera, questa Pasqua ce la ricorderemo per un bel pezzo. Il mondo si è fermato per un’epidemia globale che stenta a trovare la soluzione e la completa via d’uscita. Ogni tanto sento dire che sembra di stare in guerra. Ovviamente se dovessimo chiedere come si stava al tempo della guerra, quella vera, i pochi testimoni rimasti ce la descriverebbero in un modo un po’ diverso rispetto all’idea di stare in casa a cucinare e guardare Netflix. È anche vero che ci sono luoghi della Lombardia dove, quando chiami qualcuno devi, come prima cosa, accertarti che per lui e la sua famiglia vada tutto bene, nella consapevolezza che la tragedia ha colpito talmente duramente da accorgerti che molte delle persone che facevano parte della tua vita sociale e di relazione non le rivedrai più. Tutti siamo un po’ più tristi per questo. Tuttavia la sensazione è quella. Perché non importa cosa ha

INSICUREZZA (parte II)

insicurezza parte II - il blog del dottormic -

Dal precedente articolo:“Tutti quindi, anche inconsapevolmente, percepiamo e condividiamo la paura e il panico quando ci sentiamo insicuri.” Di fronte al pericolo scattano solo meccanismi istintivi. Questa è una condizione che riporta l’uomo all’istinto di sopravvivenza. Si perde la dimensione del futuro in quanto ogni cosa si riduce all’attimo successivo e di conseguenza si cancellano tutte le prospettive e tutti i progetti. Niente ha più senso quando l’unico compito è quello di affrontare la paura della morte. In questa situazione dobbiamo anche considerare il fatto che nella nostra società siamo stati abituati a tenere a bada l’istinto di sopravvivenza e in qualche modo abbiamo delegato questo istinto alla figura istituzionale del medico. Abbiamo imparato a affidare il nostro istinto di sopravvivenza ad altri. Per quello che riguarda la sicurezza della salute ci affidiamo al medico dal quale ci aspettiamo una risposta immediata poiché sappiamo che la paura genera angoscia che a sua volta aumenta la paura. In questo momento ci serve un medico che sappia analizzare la situazione, monitorare lo stato di salute e prendersi cura di noi (della nostra

INSICUREZZA (parte I)

insicurezza parte I - il blog del dottormic -

È da qualche giorno che sento il bisogno di scrivere qualcosa per i nostri pazienti ma, nel momento in cui ci provo, mi scopro a pensare alle migliaia di informazioni vere o false che circolano in questo periodo e non voglio aggiungere altro per non rendere ancora più complesso il lavoro di dover leggere e ragionare su tutta questa overdose di informazione. Oggi però, ad ormai più di due settimane dagli eventi che hanno di fatto fermato il nostro paese, mi piacerebbe soffermarmi su un argomento che è slegato dalle informazioni immediate che riceviamo ma che merita una piccola analisi. Vorrei affrontare il tema dell’insicurezza. Nelle vita normale sperimentiamo tante paure di vario genere e grado ma raramente le colleghiamo alla paura più grande che inconsciamente abbiamo sempre presente che è la paura di morire. Questa è una paura in genere psicologica, soggettiva, dettata da come portiamo il mondo esterno all’interno di noi stessi. Si potrebbe dire che non corrisponde ad un pericolo reale ma che corrisponde a come noi vediamo e percepiamo quel pericolo. Oggi però quel pericolo non

POSSIAMO FARE MOLTO, DOBBIAMO FARE DI PIÙ

dobbiamo fare di più - il blog del dottormic -

Ebbene siamo arrivati al dunque. Siamo alla crisi nera. Quindici giorni fa abbiamo chiuso alle prime notizie sul diffondersi del virus e in tanti ci hanno chiesto una spiegazione. Abbiamo chiuso per poterci informare ed organizzare al meglio e così, il giorno dopo, abbiamo riaperto con nuovi protocolli più sicuri ed affidabili. Oggi, nel momento in cui tutti chiudono, noi abbiamo deciso di tenere aperto perché abbiamo avuto due settimane per prepararci, per testare la nostra capacità di affrontare la crisi in studio con procedure sempre più severe e stringenti. Quindi rimaniamo aperti con la metà del personale (le persone che hanno liberamente scelto di lavorare e di aiutarci) che si è reso disponibile per continuare ad offrire un servizio. Siamo aperti perché quando si sceglie di prendersi cura della salute di più di 10000 persone nei tempi buoni non si può fare finta di nulla nei tempi neri. Siamo aperti perché in questi quindici giorni non abbiamo curato tutti ma abbiamo scelto di curare chi aveva bisogno di salute. Abbiamo fatto centinaia di telefonate (forse migliaia) per chiedere ai

NIENTE PANICO, MA RESPONSABILITÀ

niente panico - il blog del dottormic -

Cari pazienti, da sempre il nostro motto è: niente panico ma responsabilità. Dopo una breve sospensione dell’attività in cui tutto lo studio si è riunito con lo scopo di scrivere le nuove linee guida per affrontare l’emergenza, siamo pronti per ripartire senza paura. Abbiamo riscritto tutti i nostri protocolli che già in precedenza erano allineati a standard molto elevati. Per mettere in pratica al meglio la nuova organizzazione che richiede procedure più complesse, abbiamo la necessità di ridurre il carico di lavoro di tutto lo studio. Questo allungherà un po’ i tempi di gestione degli appuntamenti ma garantirà l’applicazione di procedure più sicure per tutti i pazienti. Di seguito elenchiamo i punti principali delle nuove linee guida e chiediamo a tutti di essere responsabili nell’aderire completamente a queste prescrizioni. Arrivare in perfetto orario all’appuntamento. Questo ci sarà utile per eliminare la permanenza in sala d’attesa che dovrà in questo periodo essere vuota. Una volta arrivati in studio vi verrà chiesto come prima cosa di lavare le mani per almeno 20 secondi e di igienizzarle con apposito dispenser di soluzione disinfettante