Ieri ho sentito per radio la parola Natale. Siamo a fine settembre, so che ho già parlato l’anno scorso di questo fenomeno dell’anticipazione ma non posso evitare di commentare di nuovo questa situazione al limite del ridicolo. Non si tratta solo del fatto che Natale cade il 25 dicembre, a un quarto di anno da adesso e non si tratta nemmeno dell’importanza di tale festa. Importanza culturale e religiosa che alcuni potrebbero, a questo punto, mettere in discussione. Si tratta invece del fatto che oggi non si sa più gestire il tempo in modo compatibile con una vita decente. Non si sa più aspettare e non è più conveniente farlo come l’esempio di questa pubblicità suggerisce. Il tempo o meglio la sua mancanza, rappresenta una delle grandi scarsità della nostra epoca. Non c’è mai tempo, soprattutto quando si tratta di aspettare qualcosa che si desidera. Più la si desidera meno è il tempo che si è disposti ad attendere (anche se dovrebbe essere il contrario). Sembra un aspetto banale ma non lo è, poiché se non sono capace di aspettare,…





