Categoria: Obiettivi

Accompagnare è volersi bene – parte 1

accompagnare è volersi bene - il blog del dottorimic-

Gli studi ci dicono che almeno un milione di anziani in Italia si nutre poco e male rischiando una vera e propria malnutrizione. Sicuramente alcuni problemi riguardano l’aspetto economico e purtroppo, per questo aspetto, N.O.I. possiamo fare poco. Al contrario sappiamo che sono veramente molti gli over 65 che hanno problemi orali trascurati che incidono pesantemente sulla possibilità di alimentarsi in modo corretto. Due milioni di anziani hanno problemi di masticazione e ben otto milioni non si sono fatti visitare dal dentista nell’ultimo anno. A questo aspetto si deve aggiungere il fatto molto importante che anche solo un mese di dieta povera per un anziano, aumenta del 25% la probabilità di ricovero in ospedale e accresce la mortalità. Di fronte a questi dati è impossibile rimanere indifferenti e così ho pensato che la nostra iniziativa Vogliamoci bene potesse venire in aiuto a questa situazione. Chi ci ha seguito sul blog e su internet, per qualche mese, ha letto di come la salute passi dalla consapevolezza di volersi bene e dalla volontà di agire in maniera corretta per migliorare costantemente la…

TEMPESTIVO

tempestivo - ilblog del dottormic -

Quando parliamo di intervenire per la salute dei nostri pazienti consideriamo sempre sottinteso il fatto che il nostro intervento dovrà essere tempestivo. Il nostro intervento deve avvenire, deve essere eseguito al momento opportuno, al momento giusto, precoce. Tempestivo è un termine derivato dal latino e già in latino era ciò che arriva, accaduto o fatto, al momento opportuno. Intendiamo quindi agire al momento maturo con una prontezza tale da essere quasi in anticipo. Nel tempestivo c’è la misura di premonizione di chi sta pronto o si muove prima per arrivare nel momento migliore. E così quando si tratta con la malattia, essere tempestivi significa muoversi prima possibile. N.O.I. vogliamo essere ancora più pronti e vogliamo giocare in anticipo. In questo senso sta il significato della prevenzione. Ci si muove a fare qualcosa con tale anticipo da evitare che quella cosa si verifichi. Ormai abbiamo accumulato delle conoscenze tali da sapere quali sono le condizioni che possono causare un problema; se le conosciamo allora possiamo anche agire con anticipo tale da evitare che il problema si verifichi del tutto. E possiamo…

COERENZA

coerenza - il blog del dottormic -

Coerenza, questo ci chiedono i nostri pazienti. Dobbiamo credere in quello che facciamo. Faccio quello che dico e dico quello che faccio. A volte si pensa che essere coerente significhi fare sempre bene le cose. Non è così semplice. Essere coerente significa pensare e progettare tante azioni per migliorare la qualità del proprio lavoro e per riuscire a modificare la qualità della vita delle persone che frequentano lo studio. Significa poi farle sempre bene anche nella realtà? La risposta è no, non possiamo garantire che riusciremo a fare tutto quello che ci siamo proposti così come non possiamo garantire che non sbaglieremo mai ma possiamo promettere di dare il meglio per portare a termine i nostri obiettivi. Sappiamo cosa fare per mantenere in salute le persone e facciamo del nostro meglio per farlo. La coerenza in questo caso sta nel cercare sempre di dare il massimo per fare ciò in cui si crede. Quando abbiamo iniziato a portare avanti il progetto di 1SorrisoXTutti è stato proprio per avere qualcosa in cui credere e per avere la possibilità di dare il…

Vogliamoci Bene

vogliamoci bene - il blog del dottormic -

Qualche giorno fa ho parlato del mese della prevenzione dentale e di come non fossi d’accordo sul fatto di considerare la prevenzione importante solo un mese all’anno. Ora mi chiedo anche qual è il significato vero della prevenzione. Se vogliamo bene a qualcuno la prima cosa che pensiamo è quella di evitare che gli succeda qualcosa di male. Non vogliamo che soffra, non vogliamo che si ammali, vogliamo che possa vivere una vita serena senza dover affrontare particolari problemi. Faremmo di tutto per evitare queste cose. Se vogliamo bene a qualcuno vorremmo fosse possibile prevenire malanni di ogni tipo. La prevenzione, soprattutto quando riguarda la salute, è quel comportamento che mira proprio a ridurre la possibilità che una malattia si manifesti. Questo ci sembra scontato e facile da capire quando pensiamo alle persone a cui vogliamo bene. La mia domanda è: perché siamo così poco propensi a volte ad adottare comportamenti per prevenire problemi di salute che riguardano direttamente noi. La nostra campagna di prevenzione quest’anno sarà dedicata proprio all’idea di cominciare a volere bene a noi stessi. Se ci…

E’ sempre il mese della Prevenzione

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Ieri è iniziato ottobre che, qualcuno lo avrà sicuramente sentito dire, è tradizionalmente il mese della prevenzione dentale. È sicuramente un’iniziativa importante che permette a molti di venire a conoscenza e di capire l’importanza della prevenzione ma con una importante precisazione: la prevenzione si conosce a ottobre e continua per tutta la vita. A mio parere parlare del mese o della giornata della prevenzione è una contraddizione in termini. La prevenzione infatti è un grosso contenitore dove si trovano informazioni, educazione, azioni e comportamenti che non possono e non devono esaurirsi in un solo giorno o in un solo mese ma devono entrare a far parte della quotidianità e della vita di tutti i giorni. In studio da tempo non parliamo più di prevenzione ma di programma. Il paziente, in modo consapevole, deve prendere in mano la propria salute e farsi accompagnare dai medici in un percorso personalizzato e dedicato, fatto di buoni comportamenti e cure che lo aiuteranno a stare in salute il più a lungo possibile. Prevenire significa prima di tutto conoscere le cattive abitudini e i comportamenti…

3 estrazioni al prezzo di 2!

3X2 - IL BLOG DEL DOTTORMIC -

Il paziente per noi è un cliente speciale. Recentemente ho scritto un piccolo elenco che descrive alcune delle principali caratteristiche del paziente che si siede sulla poltrona del dentista: ha paura sente dolore ha un disagio ha difficoltà a esprimersi non ha tempo non conosce la situazione è preoccupato dalla spesa Questo identikit, anche se sommario e sicuramente incompleto, mi fa capire che chi si siede sulla mia poltrona non è esattamente paragonabile a chi va alla domenica a comprare divani in offerta. Non è proprio la stessa cosa. Se questa persona ha un bisogno e io voglio risolverlo, devo capire esattamente il bisogno e tutte le problematiche che ci stanno attorno. Non si può lasciare nulla al caso, non si possono tralasciare particolari e non si può dare nulla per scontato. Per fare questo dobbiamo parlare e parlare molto, ascoltarci e capire le esigenze l’uno dell’altro. Questo momento è forse l’aspetto più complesso che dovremo affrontare in tutto il piano di cura. La relazione che si stabilisce ora tra medico e paziente è fondamentale. Nessun altro vi farà domande…

Come una mela

La cura è come una mela che ci dividiamo. Il medico ne prende una parte e il paziente ne prende un’altra. Io medico do il mio tempo per svolgere le cure e il paziente mette il suo tempo nel presentarsi regolarmente in studio per ricevere cure e controlli. Io ci metto la responsabilità nell’ascoltare le esigenze del paziente e trovare il miglior piano di cura possibile per lui in quel momento e il paziente ci mette la sua responsabilità nell’ascoltare le indicazioni e nel seguire il programma concordato. Lo studio mette a disposizione tutti i suoi programmi per mantenere lo stato di salute della bocca prima, durante e dopo le cure e i pazienti mettono la loro costanza nel seguire il programma più adeguato. Lo studio ci mette il rispetto della migliore etica professionale cercando sempre la migliore soluzione tecnologica e i pazienti ci mettono la loro etica comportamentale nel rispettare le scadenze dei pagamenti e i prezzi concordati in partenza. Lo studio ci mette tutta l’energia necessaria per comunicare al massimo tutte le iniziative e le informazioni utili per una…

E’ permesso?

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Parliamo ancora di privacy o meglio della nuova legge sulla privacy. Per svolgere al meglio il nostro lavoro di tutti i giorni, un lavoro medico, dobbiamo raccogliere informazioni personali sui nostri pazienti. A volte sono informazioni o dati che vengono definiti sensibili e cioè che riguardano la sfera privata e intima della persona e che possono essere raccolti e utilizzati solo ed esclusivamente per aiutare il medico a scegliere e a portare avanti il miglior trattamento possibile per quel paziente. Questo implica due cose o meglio tre. La prima è che possiamo chiedere e detenere informazioni sul paziente solo al fine di svolgere al meglio il nostro piano di cura e per nessun altro fine. La seconda riguarda il fatto che le informazioni che ci servono devono essere pertinenti al progetto di cura che abbiamo in mente per i pazienti. Per esempio, ho la necessità di avere in archivio il numero di telefono privato di un paziente perché devo poterlo contattare tempestivamente in caso di bisogno per fissare o spostare un appuntamento o per avvertirlo della necessità di assumere o…

Il sorriso sociale

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Ho letto recentemente che esistono più tipi di sorrisi ma prima facciamo un passo indietro. Il sorriso è un potentissimo mezzo di comunicazione. Per sorridere vengono impiegati decine di muscoli. Tutti noi sappiamo come sia difficile se non impossibile imbrogliare con un sorriso, siamo dotati di antenne per capire se un sorriso esprime realmente lo stato d’animo della persona che ci sta di fronte. Imbrogliare con il tono della voce e con le parole è molto più semplice. Recentemente quindi ho scoperto che il sorriso che noi usiamo per comunicare viene definito sorriso sociale ed è quel sorriso che si fa in risposta a una o più persone. Il sorriso sociale può essere di tre tipi: il sorriso di gratificazione che si utilizza per comunicare all’altra persone che si apprezza ciò che ha appena detto o fatto. C’è poi il sorriso di affiliazione che trasmette all’altro la propria vicinanza emotiva e la propria empatia. Il terzo è il sorriso di superiorità che usiamo per comunicare la nostra posizione di dominanza. A questo punto mi sembra scontato dover dire che c’è…

Abitudinario…per scelta

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Sto per partire per il mare, sarà una cosa brevissima, devo sistemare le ultime cose per una piccola casa che ho comprato in Sicilia. Sarà la mia meta per un bel po’ di tempo. Per 20 anni sono andato al mare con i miei genitori, sull’adriatico a San Benedetto del Tronto, poi il cambio e, per altri dieci anni, la montagna sempre nello stesso posto in Trentino. Oggi stavo ascoltando alla radio le destinazioni degli ascoltatori per le vacanze e mi sono stupito della estrema varietà dei luoghi e delle scelte. C’è chi non va mai nello stesso posto, chi cambia continuamente, città, mare, montagna, vicino , lontano, lontanissimo, oriente, occidente, nord e sud. Un pochino li ho invidiati, io non sarei capace di adattarmi ogni volta, di ricominciare a gustare un luogo per poi pensare subito ad un altro. Sono un abitudinario che vede nell’abitudine non la noia o la mancata possibilità di fare esperienze nuove ma la possibilità di coltivare luoghi e persone, di costruire basi su cui sentirsi più saldo. Mi innamoro di un luogo e nascono…