Categoria: Health

Posso chiedere ad un altro medico? -TERZA PARTE-

il secondo parere terza parte- il blog del dottormic-

Negli scorsi articoli ho parlato del “secondo parere”, ovvero il fatto di chiedere ad un secondo medico un consiglio, un’opinione, un parere appunto, riguardo la diagnosi effettuata dal “primo” dottore. E dopo aver spiegato che tutto questo non è un atteggiamento di mancanza di fiducia nei confronti del primo medico, e dopo aver elencato anche quali sono le 3 regole fondamentali che dovrebbero governare questa situazione, vi vorrei dare qualche suggerimento in più. Di seguito trovate una serie di domande utili da fare al primo e al secondo medico: Perché questo trattamento è necessario? Quali sono i benefici attesi e quali i rischi potenziali? Cosa potrebbe capitare (e con quale probabilità) se questo trattamento non fosse eseguito? Esistono uno o più trattamenti alternativi? Se sì, quali sono i rischi e i benefici in rapporto a quello proposto? Il trattamento è scientificamente fondato? Al mio posto lei si sottoporrebbe al medesimo trattamento? Lo proporrebbe ai suoi familiari? Se no, per quale motivo? A questo punto, dopo ben 3 articoli dedicati all’argomento, spero di aver chiarito il concetto fondamentale:  il secondo parere dovrebbe…

Posso chiedere ad un altro medico? -SECONDA PARTE-

secondo parere seconda parte - il blog del dottormic-

Dall’articolo precedente:“Stiamo parlando del “secondo parere”, un’opinione supplementare chiesta a un altro medico. Il secondo parere non è un atto di sfiducia verso il medico, ma un aiuto per il paziente per migliorare il suo grado di informazione e la sua capacità di prendere una decisione in modo consapevole. Nel caso si volesse intraprendere questa procedura, potrebbe essere utile avere chiaro cosa si intende chiedere al secondo medico, ovviamente avendo presente ciò che è stato chiesto al primo.” C’è una cosa che voglio precisare: ci dovrebbero essere 3 regole che governano questa situazione: Nel momento in cui il paziente decide di chiedere un parere ad un altro medico, il primo professionista non dovrebbe in alcun modo sentirsi a disagio o addirittura offeso. Se un medico è sicuro di avere scelto la giusta terapia per il paziente dovrebbe essere tranquillo nel momento in cui ad un altro medico venisse sottoposto lo stesso caso. Si tratta di una conferma di ciò che si è deciso o di avere la possibilità di recepire alcuni suggerimenti utili. Il paziente non dovrebbe utilizzare il secondo parere…

La domanda è: posso chiedere ad un altro medico? (mi è utile?)

il secondo parere - il blog del dottormic -

Stiamo parlando del “secondo parere” che è un’opinione supplementare chiesta a un altro medico. Per fare un esempio, parliamo di secondo parere quando si chiede ad un medico A, se sia il caso di togliere un dente come proposto dal medico B. Uno potrebbe chiedersi perché mai dovrebbe chiedere ad un altro medico. La risposta sta nel fatto che questo potrebbe servire a migliorare l’informazione del paziente affinché possa decidere più consapevolmente se deve o no sottoporsi a una prestazione sanitaria (di regola chirurgia) oppure se è meglio attendere. Chiedere è utile in certi casi proprio perché la scienza medica non è una scienza esatta. Infatti per la stessa malattia ci possono essere diversi modi di cura, quindi non tutti i medici valutano allo stesso modo le “indicazioni” (i motivi) per consigliare una certa terapia. Attenzione: il secondo parere non è un atto di sfiducia verso il medico, ma un aiuto per il paziente per migliorare il suo grado di informazione e la sua capacità di prendere una decisione in modo consapevole. Affrontare in modo informato e convinto un trattamento…

Sanremo e la velocità

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Alcune persone sanno che scrivo un blog e mi chiedono perché non ho scritto qualcosa su Sanremo. In realtà, rispondo io, non ho scritto nulla su Sanremo perché nel mio blog parlo fondamentalmente della salute della bocca e della vita dello studio. Questo non significa che non abbia una mia opinione su come sia andata la finale della più famosa kermesse canora italiana. Il Volo, si sa, non poteva vincere, la loro musica è troppo poco contemporanea per un festival che voleva valorizzare il momento artistico attuale. Sono peraltro convinto che Ultimo non abbia vinto per far sì che non potessero essere scritte decine di battute scontate sul gioco di parole con il suo nome (“Gli ultimi saranno i primi…”, etc.). Ha vinto non la più bella canzone ma la più attuale, almeno da un punto di vista strettamente tecnico e compositivo. Del resto, in un mondo che cambia alla velocità della luce, difficilmente possono trovare spazio realtà canore, e non solo, che non rispecchiano il sentimento, la rapidità e la spontaneità del momento. Un momento che è assolutamente breve…

Insistere e Desistere

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Pensiamo spesso al fatto che arrivano in studio, ogni giorno, pazienti nuovi ai quali è necessario spiegare la nostra filosofia di cura. Presentiamo i nostri percorsi relativi alla prevenzione e all’importanza della programmazione per la salute della bocca e non solo. Ci permettiamo di insistere su questo argomento convinti di lavorare per migliorare la qualità della vita dei nostri pazienti. Il rischio a volte può essere quello di trascurare chi è già pazienti da anni, dando per scontato che perseguano lo scopo della salute in modo continuato e senza indecisioni. Questo può essere un grosso errore. Se è vero che ci permettiamo di insistere non dobbiamo permettere che ci sia chi pensa di desistere. Queste due parole sono sorelle, una il contrario dell’altra. Dove insistere significa ribadire la necessità di perseverare, al contrario desistere potrebbe essere un fermarsi che porta il segno della rinuncia. Percepisco chiaramente a volte nei trattamenti complessi o nelle situazioni in cui la cura si protrae per lungo tempo il pericolo dell’allentamento di tensione, dell’abbandono dei propositi, a volte con sollievo, anche quando viene fatto a…

NON SCHERZIAMO! PARTE 2

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Dal precedente articolo:“Oggi, una legge che riteniamo non coerente se non assolutamente non corretta, permette ai nostri pazienti grazie a convenzioni stipulate principalmente sul luogo di lavoro, di accedere a cure a bassissimo prezzo presso strutture convenzionate. Vi dico subito che N.O.I. non siamo quel tipo di studi.” Sappiamo lo sforzo di tempo e tecnologico che occorre per fornire una prestazione come l’igiene orale che sembra solo una semplice pulizia ma che, in realtà, è un momento importantissimo per la salute dove vengono messe le basi per poter mantenere a lungo lo stato di benessere generale. Questo tipo di prestazione NON può essere fornito ad un prezzo che io posso solo definire ridicolo. Possiamo risparmiare rinunciando a qualcosa ogni tanto, possiamo evitare gli sprechi e fare economia in svariati modi ma non possiamo farlo a scapito della salute nostra e dei nostri cari. Utilizzo questo primo articolo dell’anno per chiarire la mia posizione su questo genere di prestazioni e di guerra del prezzo che non farà altro che rovinare la qualità generale delle prestazioni verso i nostri pazienti. Dopo 20…

NON SCHERZIAMO! parte 1

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A inizio anno cerco di riflettere su quali obiettivi sono stato in grado di mantenere l’anno passato e su quanti e quali obiettivi mi prefiggo per l’anno a venire. Risulta dai fatti che poche persone (molto poche) siano in grado di mantenere anche solo la metà degli obiettivi che si prefiggono all’inizio dell’anno. La risposta al perché accada tutto questo sta nel fatto che spesso (molto spesso) chiediamo troppo a noi stessi e sovrastimiamo in modo esagerato i tempi di realizzazione. E così nel momento del bilancio, pur essendoci impegnati al massimo, ci troviamo frustrati e demoralizzati dal senso di colpa di non essere stati all’altezza o di non essere bravi abbastanza. Insomma se l’obiettivo non l’hai raggiunto è perché non lo vuoi abbastanza. Questo pensiamo o siamo portati a pensare quando basterebbe fare una piccola analisi dei dati della realtà per renderci conto che forse non avevamo fatto bene i calcoli all’inizio. Quest’anno quindi come primo obiettivo ho deciso di imparare a formare bene tutti gli altri obiettivi senza lasciarmi prendere la mano e senza strafare. Il primo progetto…

ACCOMPAGNARE E’ VOLERSI BENE – PARTE 2

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Le persone più fragili sono oggi le persone anziane, voler bene a loro significa anche pensare alla loro salute, significa aiutarle a non arrendersi di fronte alla possibilità di migliorare il loro stato di salute. Il primo passo è proprio quello di aiutarli a tornare consapevoli del fatto che in ogni periodo della vita c’è un modo per stare bene e c’è la possibilità di essere protagonisti della propria salute senza pensare che la malattia sia un evento inevitabile e nei confronti del quale è impossibile fare qualcosa. Bisogna accettare che le cose siano cambiate ma non per questo bisogna pensare che tutto debba sempre cambiare in peggio. Il secondo passo è quello di conoscere come si può fare per accedere di nuovo o per continuare ad accedere ad un livello di cure dignitoso e utile. Uno dei principali problemi per un anziano è la mobilità. Tuttavia questo è solo un problema di organizzazione. Sappiamo che ci sono tante associazioni e tanti volontari che si occupano di aiutare le persone più anziane negli spostamenti per le visite mediche e che…

Accompagnare è volersi bene – parte 1

accompagnare è volersi bene - il blog del dottorimic-

Gli studi ci dicono che almeno un milione di anziani in Italia si nutre poco e male rischiando una vera e propria malnutrizione. Sicuramente alcuni problemi riguardano l’aspetto economico e purtroppo, per questo aspetto, N.O.I. possiamo fare poco. Al contrario sappiamo che sono veramente molti gli over 65 che hanno problemi orali trascurati che incidono pesantemente sulla possibilità di alimentarsi in modo corretto. Due milioni di anziani hanno problemi di masticazione e ben otto milioni non si sono fatti visitare dal dentista nell’ultimo anno. A questo aspetto si deve aggiungere il fatto molto importante che anche solo un mese di dieta povera per un anziano, aumenta del 25% la probabilità di ricovero in ospedale e accresce la mortalità. Di fronte a questi dati è impossibile rimanere indifferenti e così ho pensato che la nostra iniziativa Vogliamoci bene potesse venire in aiuto a questa situazione. Chi ci ha seguito sul blog e su internet, per qualche mese, ha letto di come la salute passi dalla consapevolezza di volersi bene e dalla volontà di agire in maniera corretta per migliorare costantemente la…

CONOSCERE PER PREVENIRE

diabete e parodontite - il blog del dottormic -

Ormai sono anni che ne parliamo e continuiamo a farlo prendendo spunto proprio dalla Giornata Mondiale sul Diabete programmata per il 14 novembre. In Italia ci sono 3,9 milioni di persone che soffrono di diabete mentre sono ben 8 i milioni di italiani che hanno sviluppato una parodontite, con forme spesso gravi. Quello che non tutti sanno e che N.O.I. cerchiamo di far conoscere è che queste patologie sono spesso correlate: chi soffre di diabete ha un rischio tre volte superiore di ammalarsi di parodontite e, viceversa, chi soffre di parodontite ha una maggiore tendenza a sviluppare il diabete. La parodontite è una malattia infiammatoria cronica tra le più diffuse del mondo e coinvolge i tessuti di sostegno del dente, dalla gengiva all’osso. Tra i sintomi principali, che ci fanno nascere il sospetto di malattia, c’è il sanguinamento gengivale cronico, cioè protratto nel tempo, l’alterazione del gusto, la tensione gengivale, denti che si muovono La parodontite, se non trattata, non solo può portare alla perdita dei denti ma è anche la seconda causa di infiammazione cronica sistemica dopo l’obesità. Questo significa…