Finalmente il grande rientro, almeno per me. C’è chi, in ferie, è già stato, chi lo è ancora, chi deve ancora partire e chi alla fine non partirà. Io penso solo al fatto che questa è la prima settimana di lavoro in studio e sarà un po’ traumatica. Come sempre, come per tutti. Ho letto in qualche libro e, ultimamente, anche in alcuni post su Facebook, che chi considera il proprio lavoro come un’attività piacevole, divertente e piena di stimoli positivi, non si annoierà mai e in definitiva potrà sentirsi sempre in vacanza. Io non sono così d’accordo con questa affermazione, per vari motivi.\r\n Per anni, abitando in un luogo dove il lavoro è sacro e dove le persone vengono “misurate”, a volte esclusivamente, con il metro della loro capacità lavorativa o produttiva, ho pensato, o mi è stato insegnato, che le vacanze bisognava meritarsele, che in vacanza ci devi arrivare dopo aver acquisito la consapevolezza di avere dato tutto, fino all’ultima goccia di energia alla tua attività lavorativa. Recentemente ho letto, nell’ultimo libro di Vitaliano Trevisan, come il lavoro,…








