Mese: gennaio 2016

Siamo alle solite

Siamo alle solite - il blog del dottormic -

Riporto da un articolo tra i tanti letti in questi giorni:“…Quindi Medici e dentisti non potranno più realizzare promozioni commerciali. Questa sentenza  ha annullato di fatto «le decisioni dell’AgCom finalizzate a liberalizzare la pubblicità commerciale dei medici»…”\r\n Siamo alle solite. È vero, c’è stata una legge, la famigerata legge Bersani, che ha, tra le altre cose, liberalizzato per qualche anno la pubblicità da parte dei medici equiparandoli alle associazioni tra imprese e via dicendo. Si è discusso per anni, e ci sarebbe da discutere all’infinito, sull’opportunità di un tale provvedimento. Oggi ci troviamo di fronte a sentenze che lo stravolgono e pongono nuove discussioni in merito. \r\n Secondo me il problema però rimane. La pubblicità, come molte altre cose, non è di per sè cattiva, è uno strumento che può essere utilizzato in modo corretto, adeguato e utile cosi come può essere uno strumento utilizzato in modo scorretto, senza fini etici e dannoso. Questo in ogni campo di applicazione, non solo in campo medico. Per rimanere in tema: con la lama di un bisturi posso salvare delle vite cosi come posso compiere

Di nuovo sull’autostima

di nuovo sull'autostima - il blog del dottormic -

A qualche mese dal corso sull’autostima che tutto lo studio ha affrontato, vorrei proporre qualche considerazione.\r\nSe esaminiamo da vicino l’esperienza dell’autostima troviamo sicuramente tanta efficacia nelle azioni che vengono svolte, tanto rispetto di sé e tanta fiducia nel funzionamento delle nostre capacità.\r\n\r\nTutto assolutamente giusto.\r\n\r\nTuttavia penso che dovremmo considerare maggiormente il significato letterale di questa parola.\r\nQuando sento la parola “stimare”, e ci penso, mi viene sempre in mente l’allevatore che con una rapida ed esperta occhiata riesce a stimare il peso di una mucca o di un cavallo o quant’altro. Fare una stima significa appunto stabilire una quantità, un valore. Possiamo stimare un peso, possiamo stimare dei danni oppure possiamo stimare il valore di qualche cosa.\r\n\r\nChe cosa significa quindi quando parliamo di autostima? Stiamo stimando noi stessi? Questo significa che ci stiamo in qualche modo guardando da una certa distanza, da fuori. Significa che stiamo leggermente stringendo gli occhi e ci stiamo analizzando per poter dare un giudizio il più obiettivo possibile di quello che vediamo. Ci stiamo auto-stimando.\r\n\r\nA questo punto mi viene in mente il commento di una delle mie figlie quando ha saputo del corso che si stava svolgendo in studio: “Papà ma tu

1SorrisoXTutti

1SorrisoXTutti - il blog del dottormic -

Per comunicare con un gruppo di persone più o meno grande, più o meno omogeneo, più o meno interessato, occorre sapere quali sono le caratteristiche che lo rendono veramente un gruppo. Una massa di persone che esiste come tale e non come insieme indistinto e senza significato, è veramente una massa quando esistono delle caratteristiche specifiche che la contraddistinguono. Una di queste caratteristiche è la tendenza a identificarsi e legarsi o radunarsi attorno ad un simbolo. Ovviamente non si tratta solo dell’immagine ma si tratta di tutto ciò che sta attorno all’ immagine che ne caratterizza il significato. Un simbolo richiama alla mente e tramanda una serie di informazioni, di immagini e di significati che sono in grado di creare l’elemento comune attorno al quale più persone si uniscono e si identificano. Senza un simbolo, senza qualcosa in cui credere, senza un’immagine che nella mente delle persone richiami la nostra idea di salute, i nostri pazienti sarebbero solo un grosso insieme di persone unite dal fatto che hanno avuto, hanno o avranno mal di denti…che brutto! Tramite un simbolo possiamo invece comunicare con tutti. La nostra idea e le persone ci seguono allora tutte insieme

…tutti.

tutti - il blog del dottormic -

Tutti…\r\nSi possono curare tutti? No.\r\nPensare desiderare un sorriso per tutti non significa volere curare i denti a tutti quanti.\r\n\r\nCi sono due problemi principali in tal senso. Il primo riguarda il fatto pratico per cui è impossibile pensare di curare tutte le persone e non ha senso pensarlo. Sarebbe un’assurdità o un sogno irrealizzabile che nulla avrebbe a che fare con la realtà. Quindi sarebbe un argomento inutile e poco serio.\r\nL’altro problema riguarda il fatto che non si può obbligare nessuno a fare nulla.\r\nNon si può obbligare una persona ad ascoltarci. Non possiamo obbligare qualcuno a pensare come noi, non si può obbligare nessuno a fare qualcosa che lui per primo non vuole fare. Quindi non si può pretendere che tutti sorridano. Non si può pretendere che tutti vogliano farsi curare.\r\n\r\nE allora perché lo Studio Rossini Odontoiatri lavora da anni per un sorriso per TUTTI?\r\nPerché N.O.I. vogliamo curare tutte le persone che vogliono farsi curare e che vogliono farlo seguendo le nostre regole. Vogliamo che tutti quelli che ci seguono e che sono disposti a mettersi in gioco per migliorare la loro salute possano sorridere pensando a come è facile

L’Organigramma siamo N.O.I.

L’Organigramma siamo N.O.I. - il blog del dottormic -

All’inizio dell’anno scorso abbiamo cominciato in studio a ragionare sull’idea di comporre il nostro organigramma. Ci è sembrata una cosa importante ed essenziale per uno studio dentistico che voleva strutturarsi come azienda e far funzionare al meglio tutte le procedure e le decine di persone che la gestivano. Quindi abbiamo scritto la lista di tutti i collaboratori coinvolti nella nostra impresa e abbiamo scoperto che erano (e sono) davvero tanti.\r\n Poi abbiamo scritto la lista delle operazioni che queste persone avrebbero dovuto svolgere per far funzionare tutto a dovere e per poter erogare un servizio di qualità per i nostri pazienti e abbiamo scoperto che erano tantissime!\r\nAlla fine abbiamo cominciato a unire i nomi delle persone alle operazioni che dovevano svolgere (ovviamente cercando di scegliere le persone più adatte per quel ruolo) assegnando di volta in volta gli incarichi. \r\n Certo non è stato un compito facile, anzi si è dimostrato un lavoro complesso e articolato. Infatti non è semplice assegnare una persona ad un incarico o viceversa. Bisogna pensare a quello che quella persona dovrà fare e bisogna convincersi

Siamo professionisti del sorriso

Siamo professionisti del Sorriso - il blog del dottormic -

Siamo professionisti del sorriso. Sappiamo tutto del sorriso e sulle varie strutture che lo compongono. Conosciamo i denti, le gengive, le labbra, sappiamo ogni cosa della dinamica dei movimenti che regolano l’espressione. Conosciamo i muscoli coinvolti e come funzionano. Sappiamo come mantenerlo e come far si che, di fronte a qualche problema, non ci siano limiti alla possibilità di riabilitazione e all’ottenimento di un nuovo sorriso sano e, se possibile, ancora più bello di prima.\r\n Peccato che noi non lavoriamo per quello. \r\n La capacita di gestire tessuti e di utilizzare materiali è sicuramente un ottimo strumento tecnico che possiamo utilizzare ma non è il centro di quello che facciamo. Altrimenti sarebbe impossibile lavorare con il desiderio di ottenere un sorriso per tutti. Se il nocciolo della questione fosse solo tecnico non potremmo pensare di poter ottenere un sorriso per tutti. Impossibile. Avremmo bisogno di dieci studi e di decine di collaboratori e di una struttura che nessuno sarebbe in grado di mantenere. Sarebbe una pretesa assurda pensare di andarsene in giro e voler ottenere un bel sorriso perfetto per

Elogio della Fantasia

elogio della fantasia - il blog del dottormic -

Tra pochissimi giorni a Las Vegas prenderà il via una delle più grandi fiere dedicate alla tecnologia in generale e al mondo dell’elettronica in particolare. Leggo sempre i vari articoli di presentazione e leggerò tanti report per capire quali sono i trend e le nuove strade intraprese da un settore che ogni volta promette di cambiarci la vita e in alcune occasioni lo fa veramente.\r\n Tuttavia voglio fare alcune considerazioni. La prima riguarda il fatto che tante tecnologie fanno fatica a svilupparsi veramente e a cambiare il nostro modo di vivere in mancanza di una legislazione a riguardo. Io mi ricordo quando FIAT produceva auto catalitiche da vendere in Svizzera (dove erano già obbligatorie) e vendeva auto non catalitiche in Italia dove ancora non era stata fatta una legge in tal senso. La tecnologia più pulita c’era già ma, non essendoci una legge che “obbligava” ad adottarla, non poteva espandersi come avrebbe potuto e dovuto. Oggi penso che se per un miracolo i governi decidessero di mettere al bando le auto a benzina entro tre anni (miracolo appunto), in pochi

…da Michele Rossini al DottorMic.

avatar dottor Michele Rossini

La prima cosa che ricordo riguardo il mio lavoro risale a quando ho deciso di fare esattamente questo lavoro. Non ricordo il momento esatto perché forse, quel momento, non c’è mai stato. Da quando mi ricordo ho sempre voluto fare il dentista. Mi ha sempre affascinato quel misto di sapere e saper fare che offre ogni giorno la mia professione. E così, dopo aver conseguito la maturità classica, mi sono iscritto a medicina con l’idea di specializzarmi, in seguito, in odontoiatria. Purtroppo, dopo cinque anni, ho scoperto all’improvviso che il nostro Stato, recependo una normativa a livello europeo, aveva abolito, per i medici, la possibilità di specializzarsi in campo odontoiatrico e così ho dovuto ricominciare da capo e, nel 1995, iscrivermi alla facoltà di odontoiatria e protesi dentaria. Un po’ mi spiace per il tempo “sprecato” a medicina anche se sono tuttora convinto che la formazione medica ricevuta nei primi cinque anni della mia carriera universitaria mi sia ancora di grande aiuto. Nel 2000, finalmente, mi sono laureato in odontoiatria, insieme a mia sorella Francesca e seguito, dopo qualche anno