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Rinnovamento

rinnovamento - il blog del dottormic -

Se mi si presenta la possibilità di parlare di prevenzione, o più in generale della salute delle persone, io mi ci butto senza pensarci. Questa è la settimana che ci porta alla festa di Pasqua. Questa festa, che la si veda sotto l’angolazione cristiana, ebraica o che la si interpreti come una ricorrenza ancora più antica legata al movimento delle stelle sopra alle nostra teste, è comunque una festa che porta in sé un messaggio di rinnovamento. Siamo ormai entrati in primavera e come ogni anno ne approfitto per parlare di come si possa, in questo periodo, progettare o meglio programmare degli interventi per la propria salute in modo da migliorarla se necessario o mantenerla il più a lungo possibile. Rinnoviamo il nostro spirito e ci preoccupiamo del nostro corpo. Usciamo dai torpori invernali con il desiderio di prepararci alla bella stagione. Perché non approfittarne per controllare anche la nostra bocca? Da qualche mese abbiamo introdotto in studio i nuovi programmi per la salute sia dei bambini che degli adulti. Non un intervento uguale per tutti ma tante possibilità differenti

La paura più grande

la paura più grande - il blog del dottormic -

Ho letto una storia davvero interessante, una storia buffa sulla quale vorrei riflettere con voi. “Marco, come sei cambiato! Eri tanto alto, adesso sei così basso! Eri così robusto e ora sei magrissimo! Eri tutto biondo e ora sei castano. Cosa ti è successo Marco?” E Marco risponde: ”Non sono marco, sono Paolo” “Cavoli, hai cambiato anche il nome?!” Non è facile ascoltare, soprattutto quando c’è un coinvolgimento emotivo. Anche quando questo è assente, non è comunque facile ascoltare. Si ascolta sempre dal proprio stato condizionato. Bisogna capire qual è il punto di partenza. Tutti noi abbiamo le nostre posizioni e ascoltiamo a partire da quelle posizioni. La cosa più difficile del mondo è ascoltare perché la maggior parte delle volte ascoltare significa vedere e noi non vogliamo vedere. A volte è davvero difficile parlare di salute, di prevenzione, di qualità della vita, di stare bene. Tante volte parlo con i miei pazienti e ho la netta impressione che non vogliono guardare, perché guardare significherebbe perdere il controllo della vita che conoscono così bene. La cosa di cui questi pazienti

Influenza

influenza - il blog del dottormic -

Parliamo di influenza.\r\n Chi segue questo blog potrebbe pensare che sto per parlare di influenza che le persone hanno sulle altre o del grado di influenza che determinate situazioni hanno su di noi. In realtà vorrei parlare oggi di qualcosa di molto più concreto e comune, vorrei parlare dell’influenza virale stagionale.\r\nTra poco, milioni di persone verranno colpite da questo malanno. Andare dal dentista con l’influenza comporta maggiore difficoltà per le cure. Si fa fatica a respirare dal naso, ci si deve fermare più spesso, a volte c’è un po’ di tosse. Insomma, qualche disagio in più in una situazione già di per sé non molto gradita.\r\nN.O.I. siamo esposti incessantemente al virus dell’influenza e cerchiamo di usare tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Da anni ormai nello studio abbiamo a disposizione un dispositivo che consente di nebulizzare nell’aria una sostanza che permette di diminuire la carica batterica e virale in tutti gli ambienti. Cerchiamo di creare un ambiente il più possibile sano per chi viene in studio e per chi in studio ci lavora tutti i giorni. \r\n Oggi  voglio anche parlare di

Responsabilità

responsabilità - il blog del dottormic -

Qualche settimana fa parlando della nostra gara di golf in Trentino e del fatto che da quelle parti arrivano molti pazienti, ho posto l’accento sulla possibilità di programmare la salute in modo responsabile e di come persone che vengono da così lontano per curarsi, siano il simbolo della volontà di fare qualcosa per se stessi in modo attivo senza aspettare che le cose accadano.\r\nSpesso infatti ci rendiamo conto che abbiamo pazienti che abitano a poche centinaia di metri e fanno fatica a programmare la loro salute mentre ci sono persone che abitano a decine o centinaia di chilometri e che riescono a ritagliarsi tempo e risorse per venire da N.O.I. Regolarmente.\r\nQuesto invito alla salute responsabile mi è rimasto in mente da allora.\r\n\r\nParlando di responsabilità non posso che pensare alla radice che compone questa parola e cioè al termine rispondere e al suffisso –bile che indica una possibilità o la facoltà di fare qualcosa.Quindi essere di fronte ad una responsabilità significa essere di fronte alla possibilità di scegliere tra dare una risposta ad un bisogno oppure trascurarlo e aspettare che questo bisogno si

Possiamo esaminare il valore?

Possiamo esaminare il valore? - il blog del dottormic -

Oggi mia figlia Agata affronta la seconda prova del suo esame di maturità. Ieri sera abbiamo avuto una conversazione molto interessante sul valore di questo tipo di prova. Guarda caso, abbiamo parlato proprio di valore!\r\nIl discorso procedeva dal fatto che, avendo avuto buoni voti durante gli ultimi tre anni, avendo scritto una tesina originale e completa ed essendo riuscita a scrivere una buona prova di italiano, avrebbe potuto tranquillamente rinunciare a dare il massimo in quanto ormai l’esame era superato, almeno da un punto di vista matematico.\r\nIl discorso è stato un discorso piuttosto astratto, infatti l’impegno di Agata, ho constatato, rimane ancora molto alto. Tutto questo per la voglia di dimostrare soprattutto a se stessi di possedere un determinato valore.\r\n Serve l’esame di maturità per stabilire quanto vale una persona?\r\nIo non penso che sia stato concepito per questo scopo. Non penso che serva un esame di questo genere per determinare il valore di una persona. Penso che un esame di questo tipo sia in grado di stabilire la preparazione tecnica di un candidato ma non sia in grado di dare un

Per ogni problema c’è…un progetto!

Per ogni problema c’è un…Progetto - il blog del dottormic -

Ci permettono di affrontare al meglio la programmazione della nostra attività quotidiana. Innanzitutto vorrei sfatare il mito che per ogni problema c’è sempre una soluzione. Non è detto. N.O.I. in studio preferiamo pensare che per ogni problema ci sia un progetto. Grazie a questo progetto possiamo andare immediatamente oltre il problema e comprendere come la sua soluzione a volte sia scontata, a volte sia impegnativa. Addirittura a volte non c’è una reale soluzione ma rimane sempre la possibilità di affrontare il problema da un’altra angolazione.\r\n A questo punto le cose cambiano perché se uno ci chiedesse quanti problemi abbiamo nella nostra vita noi potremmo rispondergli di non averne affatto! Ma di avere un sacco di progetti. La parola progetto deriva dal latino “pro jectus” che chiaramente ci invita ad andare oltre il problema. Andando oltre il problema, ci accorgiamo di essere noi per primi parte del problema e addirittura di esserne causa. Questa è principalmente la scoperta che ci troviamo di fronte quando decidiamo di affrontare i problemi con dei progetti. \r\n Inoltre se pensiamo ad un progetto, automaticamente escludiamo la possibilità di lamentarci del problema o di

Emozioni

emozioni - il blog del dottormic -

Spesso, per abitudine, cerchiamo di governare le emozioni attraverso la nostra mente. È lo strumento che ci siamo abituati ad usare per cercare di capire le emozioni. Una volta capite le emozioni abbiamo la pretesa di decidere come le emozioni possono influire sulla nostra vita. Purtroppo la capacità presunta di poter modificare tali emozioni attraverso la ragione è una pura e semplice illusione. Perché la mente è fondamentalmente pigra e soprattutto è più pigra del nostro corpo. Reagisce meno velocemente e, essendo meno performante sul piano della velocità, cerca di vincere la gara prevaricando le emozioni che però restano invariate, nascoste, ma non scompaiono. Il corpo invece è in grado di influire pesantemente sulle emozioni.\r\n La fisiologia, i movimenti, il modo di fare, la postura, l’atteggiamento sono tutte situazioni che influiscono sulle emozioni che noi proviamo (e che provano gli altri). Avete mai provato a negare a parole e nello stesso tempo a fare un’affermazione positiva con il movimento della testa. Quindi sicuramente sapete quanto è difficile dire di no nel momento in cui si fa il segno di si

Ogni Volta.

Ogni volta che finisce un corso di formazione per il nostro studio, cerco di trarre qualche conclusione che possa essere utile per il futuro e possa dare delle indicazioni e delle linee guida per migliorare la nostra attività. In breve: abbiamo imparato qualcosa? Io direi di si.\r\n Dopo due anni dall’inizio di questo percorso abbiamo imparato innanzitutto a stare insieme e mi sembra già una bella cosa. Mi ricordo di come, all’inizio, fosse difficile persino sedersi in cerchio ed essere costretti a guardarsi in faccia forse. Per alcuni era la prima volta! Abbiamo imparato a parlare tra di noi rispettando ed essendo rispettati. Abbiamo creato un luogo protetto dove poter esprimere davvero quello che pensiamo senza il rischio di fraintendimenti e di ripercussioni all’esterno, per il fatto che all’esterno non è rimasto nulla, tutto è portato nella nostra sala corsi, tutto viene espresso lì e tutto rimarrà in quel posto. Fin da subito la maggior parte delle persone che hanno partecipato, hanno preso queste occasioni di incontro come una possibilità, come un’opportunità di crescita sia lavorativa che personale. Anche chi ha fatto

Creare la nostra vita

Creare la Nostra Vita - il blog del dottormic -

Quattro anni fa, durante uno dei nostri incontri con i pazienti, a più di mille persone ho cercato di spiegare cosa la tecnologia digitale potesse fare per noi e per le persone che si affidano alle nostre cure.\r\nLe cose sono poi andate avanti. Abbiamo introdotto davvero tanta tecnologia in studio. In tutte le situazioni oggi possiamo affidarci a strumenti potentissimi per svolgere al meglio il nostro lavoro. Ma appunto sempre di strumenti stiamo parlando. Quando vado a suonare, dopo che abbiamo montato il palco con tutta la strumentazione, mi fermo sempre a dare un’ultima occhiata per godermi lo spettacolo delle chitarre e degli amplificatori, della batteria e di tutte le cromature che risplendono sotto le luci. Tutto bellissimo! Ma senza i musicisti, tutto assolutamente inutile.\r\n Oggi non mi chiedo più che cosa la tecnologia può fare per me, ma come IO posso cambiare il mio lavoro per far si che la tecnologia sia veramente utile. \r\n Il concetto è sempre lo stesso: dobbiamo creare la nostra vita. Con la tecnologia vale lo stesso discorso, non possiamo pensare che le innovazioni tecnologiche creino