Categoria: Attualità

La mongolfiera del primo di aprile

la mongolfiera del primo aprile - il blog del dottormic -

Sabato è stato il primo di aprile. Il giorno in cui si fanno gli scherzi del pesce d’aprile. L’origine di questa usanza va fatta risalire con l’avvento del calendario gregoriano che stabiliva un nuovo inizio anno, venivano così derisi quegli “sbadati” che non si ricordavano o volevano rimanere attaccati a tradizioni ormai concluse. Tornando a N.O.I. sabato mattina nei cieli sopra lo studio è comparsa una mongolfiera. Bella a scacchi bianchi e blu, direi anche un po’ inquietante e maestosa nella sua grandezza che si percepiva anche ammirandola da terra. Ma sapete qual è il problema quando sopra i cieli dello studio passa una mongolfiera il primo di aprile? Nessuno, e dico nessuno, ti crede! Sono andato in giro dicendo: “Vieni a vedere, fuori dalla finestra c’è una mongolfiera!” e nessuno si muoveva. Tutti rimanevano al loro posto guardandomi con un misto di ironia e compassione per uno scherzo tanto stupido e scontato. Come a dire: “Secondo te ho scritto scemo sulla fronte?!”. Eppure la mongolfiera c’era, veramente. E così ho cominciato a pensare. Ho pensato che puoi avere una…

E la memoria?

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Oggi ho notato una cosa. Ascolto la stessa radio tutti i giorni al lavoro da almeno 5 anni. Lo stesso programma che parla di salute, tutti i giorni. Ovviamente non si può pensare che per così tanto tempo vengano trovati dei nuovi argomenti. E infatti ogni tanto, ciclicamente, vengono riproposti e ridiscussi dei temi che sono già stati affrontati in passato. Sono pochi quelli che se ne ricordano, bisogna essere assidui frequentatori di una trasmissione, di un blog, di un sito facebook per accorgersi che a volte vengono riproposti dei temi già affrontati in precedenza. La memoria non viene rinnovata perché non c’è la necessità di ricordare. Oltre a questo, nello stesso periodo, mi sono accorto di come possa essere complesso andare su un social come Facebook e richiamare post molto datati che risalgono a qualche anno prima. Probabilmente è ritenuta una cosa inutile. I contenuti dei social tendono ad invecchiare e ad avere vita breve. Spariscono oppure diventano obsoleti in breve tempo, sovrastati da tonnellate, virtuali, di altri contenuti. E la memoria? Chi tiene la memoria storica di una…

E’ Legale?

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Oggi vorrei tornare a parlare del tempo. L’ho già fatto in passato essendo un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Lo scorso week-end è entrata in vigore l’ora legale, poco male, con i nuovi telefonini che si aggiornano automaticamente, neanche me ne accorgo più. Eppure quell’ora pesa sempre, sia quando viene persa, sia quando viene guadagnata. I primissimi giorni si percepisce chiaramente lo stacco tra come ci si sente e l’orario che si legge sui vari dispositivi; è strano, ci si sente stanchi quando bisognerebbe essere riposati, ci si sente svegli quando bisognerebbe andare al letto a riposare. Ci aspettiamo il buio e vediamo la luce e al contrario ci aspettiamo la luce quando è ancora buio. Quello che mi viene da pensare è quanto sia importante un’ora. A volte sottovalutiamo l’importanza del tempo “guadagnato”, di quanto sia importante la sua gestione perché sia anche tempo di qualità. Viviamo in un momento in cui la percezione del tempo è diventata una delle nuove scarsità e, di conseguenza, non se ne ha mai abbastanza. Inseriamo tutte le nostre azioni, tutto…

Buona Giornata Mondiale

buona giornata mondiale - il blog del dottormic -

Oggi è la giornata mondiale di non so che cosa. L’ho appena sentito per radio, ho anche cercato di ascoltare qualche commento ma non mi ricordo davvero di cosa stavano parlando. Del resto so per certo che ieri era la giornata mondiale di qualcos’altro ed era anche la giornata europea di un argomento che non ricordo. Ormai ci siamo abituati e forse assuefatti, alla celebrazione di questo tipo di giornate. Alcune sono più importanti e significative, altre a volte sembrano uno scherzo ma ormai il denominatore comune di queste celebrazioni è la bassa capacità di suscitare qualcosa di più di un commento divertito su un Social. Certo, per alcuni operatori direttamente interessati a quell’argomento, le giornate saranno di capitale importanza ma per la maggior parte delle persone, che a volte è anche la parte di popolazione che subisce gli effetti discussi in quel giorno, l’argomento rimane sottotraccia e non lascia alcun segno, alcuna evidenza di un piccolo cambiamento nel modo di pensare o di conoscere il mondo che ci circonda. C’erano 365 posti disponibili per questo tipo di celebrazioni, anche…

La Presenza del Mondo

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Recentemente, leggendo qua e là, ho appreso di come, uno dei problemi più ostici nel campo della robotica, sia quello di insegnare ad una macchina, in questo caso un robot, la presenza del mondo. Sembra una cosa scontata ma la macchina in questione dovrà essere dotata di sensori che vadano a sostituire quelli che noi conosciamo come i nostri cinque sensi. Tuttavia questo non basta. La macchina dovrà anche essere dotata di memoria per ricordare luoghi dove è già stata o situazioni che ha già vissuto. Infine dovrebbe anche essere dotata di un pochino di immaginazione per cercare di affrontare quei luoghi in cui non è mai stata e che ancora non ha avuto modo di sperimentare. Senza questi mezzi sarà impossibile per il robot interagire con il mondo, comunicare e creare interazione e collaborazione. Penso che sia facile per chiunque capire questo concetto e apprezzare la necessità di questo tipo di insegnamento che permetta lo sviluppo concreto di azioni per la realizzazione dei progetti di un’intera esistenza. E N.O.I. cosa sappiamo della presenza del mondo? Alla nascita siamo dotati…

Lo Specchio Digitale

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Leggo, da Google My Business, che questo mese quasi 700 persone sono transitate per Google appunto, visualizzando la mia attività. A volte ci penso e mi viene in mente quando, uscendo di casa, controllo che tutto sia a posto: di non essere spettinato, di non avere macchie vistose sui vestiti, di indossare calzini dello stesso colore…se devo uscire e entrare in contatto con altre persone ci tengo che non ci siano elementi che potrebbero mettermi in imbarazzo o che potrebbero distrarre da una corretta e proficua comunicazione. Nel mondo digitale, senza che ce ne accorgiamo, siamo comunque esposti, in generale perché lo abbiamo scelto anche se a volte lo siamo senza rendercene conto. Centinaia di persone vedono foto, leggono gli scritti e si documentano su chi siamo. Non voglio qui parlare della reputazione digitale della quale ho già parlato in altri articoli, in questa occasione mi interessa capire se, ogni volta che metto una foto su internet o scrivo qualcosa o mi mostro al pubblico social, provo la stessa sensazione che sento quando mi sento in dovere di dare un’ultima…

E poi arrivano le palme

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Di solito non parlo di attualità, non commento e in realtà non ho intenzione di farlo nemmeno questa volta. Non entrerò nel merito della questione ma, come piace a me, cercherò di capire qual è la forza e quali sono le motivazioni che muovono le persone. Su Facebook, per radio, in televisione, sui giornali si sentono commenti, pareri, si vedono persone discutere in modo più o meno animato, vengono lanciate accuse, si assiste a strenue difese, a scuse e a rimproveri. Quando assisto a questo tipo di manifestazione il mio pensiero va sempre ad Aristotele che osservava come fosse importante che le emozioni fossero appropriate. Pensava che il sentimento dovesse sempre essere proporzionato alla circostanza. Non so quanto, in questa vicenda, ci sia di proporzionato. Comunque sempre di emozioni si tratta. Nessuno nota le palme in quella piazza e allora vuol dire che le emozioni sono troppo tenui a testimoniare solo indifferenza e distacco. Oppure tutti le notano e si indignano e infuriano e allora le emozioni sfuggono al controllo (troppo facilmente), diventano estreme e persistenti. La soluzione sarebbe, forse…

Irrazionale

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A volte facciamo scelte irrazionali. Non usiamo la ragione. Non pensiamo alle cose e alle loro conseguenze dirette o indirette. Spesso, per quel che riguarda la salute, facciamo così. Non ce ne curiamo, non ci pensiamo e alla fine ci spaventiamo quando le cose diventano irrecuperabili e a quel punto tendiamo ad agire in modo irragionevole cedendo a istinti che derivano da un repertorio emozionale antico e per questo poco adatto a rispondere alle esigenze del mondo attuale. La domanda ora è questa: se non usiamo la ragione per guidare un nostro comportamento, allora cosa usiamo? Perché comunque, in un modo o nell’altro, quelle decisioni le prendiamo e agiamo di conseguenza. Quindi una sorta di pilota ci deve pur essere! Ebbene, nel momento in cui la ragione si rifiuta di fare da pilota, deve per forza intervenire il suo diretto sostituto: l’emozione. Se il ragionamento fila (quindi sto provando ad usare la ragione), quando la ragione cede la conduzione alle emozioni, automaticamente facciamo scelte irrazionali. Non è così o meglio non è sempre così. Di certo c’è che quando dobbiamo…

Tutta colpa di San Valentino

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Questa mattina stavo scrivendo l’articolo del Blog di oggi. Penso ad un argomento, scrivo l’introduzione e quando sono a buon punto mi viene in mente una cosa all’improvviso: oggi è San Valentino! Non vi nego che la prima reazione sia stata quella di non farci caso. Forse anche il secondo pensiero è stato quello! Davvero non mi interessa, se uno è innamorato non ha bisogno di una festa per ribadirlo! E il consumismo che ci sta dietro, dove lo mettiamo? E poi è una cavolata sentimentale, preferisco pensare al vero amore. Ma poi sto grande amore chi l’ha mai visto? Secondo me è tutta una bufala. Queste sono, in ordine sparso, le prime cose che mi sono venute in mente, non perché io le pensi veramente ma perché sono le tipiche espressioni che si sentono in questa giornata e, ci crediate o no , sono le espressioni che ho sentito, sempre in ordine sparso, questa mattina. Ora il problema è questo: per colpa di San Valentino mi sono giocato l’articolo che avevo in mente visto che mi sono distratto e…

Tecnologia e Libertà

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Quando i nostri antenati hanno scoperto il fuoco, saranno stati veramente consapevoli di cosa avevano scoperto? E la ruota? Si dice che il concetto di ruota esistesse molti anni prima del suo reale utilizzo come strumento per facilitare lo spostamento di oggetti da un punto ad un altro. Oggi abbiamo la tecnologia. Si ma che cos’è la tecnologia. Tanti ne parlano a priori, senza avere realmente capito qual è o potrebbe essere la sua reale applicazione o che conseguenze potrebbe avere su di noi. Da sempre, a cominciare dal fuoco, la tecnologia ci ha sempre costretti a misurarci non direttamente con essa ma con noi stessi. Il mutamento tecnologico al quale assistiamo non è distinto dal genere umano che lo ha provocato ma ad esso è direttamente connesso. Il mutamento tecnologico è prima di tutto un mutamento antropologico. È così che la tecnologia ci consente oggi di scoprire nuovi modi di fare, nuove abitudini, nuovi comportamenti che derivano dall’attivazione di aree differenti della mente fino ad ora sottoutilizzate o non utilizzate affatto. Paradossalmente le macchine che si parlano tra loro,…