Mese: giugno 2016

EducAttori

educAttori - il blog del dottormic -

Venerdì ci sarà una nuova giornata del corso EducAttori. Ormai è più di un anno che frequento questo corso e mi sembra arrivato il momento di spiegare che cosa vado a fare…\r\nEducAttore è una parola inventata composta dalla parola educare unita a quella di attore. Ovviamente ognuna di queste due parole ha un preciso significato, per questo tipo di corso.\r\n Educare significa, in generale, il tirare fuori, lo sviluppare qualità interiori del soggetto. Promuovere con l’insegnamento e con l’esempio lo sviluppo delle facoltà intellettuali, estetiche, e delle qualità morali di una persona. Tutto questo viene svolto al fine di sviluppare e perfezionare le attitudini e la sensibilità. \r\n Il termine formazione invece, indica invece un  processo che  implica propriamente il dare forma o  modellare, in base a un criterio o progetto esterno.\r\nIl termine formazione è di frequente usato come sinonimo di educazione, sebbene, tenendo conto del significato etimologico dei due termini non si può certo parlare di sinonimi. Dal punto di vista pedagogico, non si dà formazione valida senza partecipazione e adesione interiore del soggetto al progetto che lo riguarda. \r\n

Possiamo esaminare il valore?

Possiamo esaminare il valore? - il blog del dottormic -

Oggi mia figlia Agata affronta la seconda prova del suo esame di maturità. Ieri sera abbiamo avuto una conversazione molto interessante sul valore di questo tipo di prova. Guarda caso, abbiamo parlato proprio di valore!\r\nIl discorso procedeva dal fatto che, avendo avuto buoni voti durante gli ultimi tre anni, avendo scritto una tesina originale e completa ed essendo riuscita a scrivere una buona prova di italiano, avrebbe potuto tranquillamente rinunciare a dare il massimo in quanto ormai l’esame era superato, almeno da un punto di vista matematico.\r\nIl discorso è stato un discorso piuttosto astratto, infatti l’impegno di Agata, ho constatato, rimane ancora molto alto. Tutto questo per la voglia di dimostrare soprattutto a se stessi di possedere un determinato valore.\r\n Serve l’esame di maturità per stabilire quanto vale una persona?\r\nIo non penso che sia stato concepito per questo scopo. Non penso che serva un esame di questo genere per determinare il valore di una persona. Penso che un esame di questo tipo sia in grado di stabilire la preparazione tecnica di un candidato ma non sia in grado di dare un

Recarsi in uno studio dentistico non è naturale

Recarsi in uno studio dentistico non è naturale - il blog del dottormic -

Recarsi in uno studio dentistico non è naturale. Non è un comportamento automatico. Non rispecchia un bisogno primario imprescindibile per cui bisogna fare quella cosa altrimenti non si sopravvive. Recarsi in uno studio dentistico è una scelta. Questa scelta, come tale, è soggetta ad una serie pressoché illimitata di valutazioni e variabili. N.O.I. possiamo considerarne alcune e abbiamo la facoltà di influire su altre ma non potremo mai farla diventare una valutazione automatica.\r\n Spesso, quando mi trovo seduta davanti a me una persona, mi fermo a considerare qual è stato il percorso che l’ha portata lì. Se infatti non si tratta di un percorso automatico, devo pensare che ci sia un motivo che ha fatto prendere una determinata decisione. So per certo che il motivo non è solo il dolore, o meglio un disagio più o meno intenso. So anche che ci sono stati dei fattori che hanno lavorato contro l’idea di venire da me. Tra questi metto la paura, la sfiducia, l’idea dei costi troppo alti o la banale pigrizia nel prendere un’iniziativa per sé stessi. Una volta maturata la decisione è

Lontano da casa, lontano dallo studio

Lontano da casa. Lontano dallo studio. - il blog del dottormic -

Sono lontano da casa, ancora. Sono sul lago di Garda per partecipare ad un incontro con colleghi molto esperti nel campo delle scansioni digitali. Quest’anno sono state davvero tante le occasioni nelle quali sono stato assente, giustificato, dallo studio. Ci sono stati tanti congressi ai quali ho partecipato sia come relatore che come uditore.\r\n\r\nC’è youniquePro, la società che abbiamo realizzato e che si occupa di educazione d’impresa in odontoiatria e poi ci sono tante occasioni in cui è utile e necessario condividere quello che facciamo in studio.\r\n\r\nLa cosa interessante è che, dopo tanti anni, scopro che, anche senza di me, lo studio va avanti lo stesso e prosegue nell’erogazione dei suoi servizi riuscendo a garantire un costante livello di qualità delle prestazioni. A volte torno e trovo dei problemi già risolti senza che io abbia dovuto impegnarmi per trovare una soluzione.\r\n\r\nQuesto porta a due considerazioni.\r\n\r\nLa prima riguarda il fatto che, le persone che stanno in studio, sono perfettamente in grado di gestire le situazioni che si vengono a creare di volta in volta. Sono in grado di utilizzare nel modo

Offrire Qualità Costante

ffrire Qualità Costante - il blog del dottormic -

Se vogliamo valore dalle persone, offriamo qualità in maniera costante.\r\nLa qualità di comportarsi e di fare le cose sempre allo stesso modo. Questa è la consistenza.\r\nQuesta è la maniera per ottenere sempre il massimo da quello che facciamo. Dobbiamo essere consistenti. Non basta la performance di un giorno o di un periodo. Bisogna lavorare per ottenere un risultato facendo le azioni giuste e utili dopodiché bisogna lavorare per mantenere quel risultato essendo consistenti nel mantenere il giusto grado di energia..\r\n Una volta si ammoniva, chi otteneva risultati straordinari e irripetibili, a non adagiarsi sugli allori. Oggi questo modo di dire non solo è vero più che mai, ma rappresenta l’atteggiamento che deve avere chi vuole sopravvivere in un mondo che cambia senza sosta. Ottenere un risultato è solo l’inizio del fallimento se non interviene appunto la consistenza, cioè la capacità di ripetere la prestazione dall’inizio. Valorizziamo le persone, le aiutiamo a ottenere risultati straordinari sfruttando i loro talenti e poi, a volte, ci dimentichiamo di loro, o meglio tralasciamo il fatto che la valorizzazione sia un processo continuo che richiede un apporto di

Le persone non cambiano. Per fortuna!

Le persone non cambiano. Per fortuna! - il blog del dottormic -

Possiamo tirare fuori quello che c’è dentro le persone, possiamo scoprire talenti che nemmeno loro pensavano di possedere e di poter utilizzare ma non possiamo mettere qualcosa di nuovo e non siamo in grado di modificare l’essenza e le caratteristiche peculiari con le quali una persona è venuta al mondo. La valorizzazione delle persone significa proprio avere l’opportunità di trovare talenti inaspettati e inutilizzati e dare a questi talenti una possibilità di esprimersi e di essere utili per qualcosa e per qualcuno.\r\n Questo lavoro è complesso all’inizio, richiede condivisione degli sforzi, collaborazione ma soprattutto, fiducia in sé stessi e nella persona che sta di fronte. I risultati sono immediati. La persona consapevole del proprio valore si addormenta in un modo e si sveglia con una visione di sé e del mondo completamente diversa. Il rapporto che si crea all’inizio del processo di valorizzazione è speciale; l’entusiasmo è tanto ed è facile aderire al progetto di valorizzazione. \r\n Tuttavia, dopo qualche tempo, potrebbe venire a mancare un aspetto che all’inizio non si nota ma che, proprio con l’andare avanti del tempo, emerge e, se non

Persuadere

Persuadere - il blog del dottormic -

Se vogliamo chiedere qualcosa a qualcuno, o meglio, se vogliamo che qualcuno si convinca a fare qualcosa che non aveva intenzione di fare, nella maggior parte dei casi, cerchiamo di motivare la nostra richiesta. A volte assumiamo quello stile “direttivo” che a noi sembra perfettamente logico ma che al nostro interlocutore appare spesso paternalistico. Più cerchiamo infatti di convincere chi ci sta di fronte, più cerchiamo di essere razionali, più aumentano i tentativi razionali di convincimento e più aumentano le resistenze e l’inefficacia della nostra comunicazione. Questo metodo, basato sul convincimento, mira a portare l’altro ad assumere la nostra visione attraverso un processo di comunicazione che si basa sulle cognizioni, sulla ragione, e fa appello alle capacità dell’altro di essere razionale e di capire che le nostre argomentazioni, mediche e scientifiche nel nostro caso, sono corrette.\r\n Come ho detto, a volte, questo tipo di comunicazione, che si preoccupa solo del passaggio dell’informazione, non solo non è efficace ma a volte raggiunge il risultato contrario e cioè quello di aumentare la resistenza e l’opposizione alle nostre indicazioni. \r\n Diverso sarebbe il caso in

Dottore, abbiamo un problema…

Dottore, abbiamo un problema - il blog del dottormic -

Qualche tempo fa la mia assistente mi ha detto: “Dottore, abbiamo un problema, bisogna trovare la soluzione!”. Come sempre, avere un problema, viene identificato con la necessità di trovare una soluzione. Sono d’accordo. Ma penso che la prima cosa da fare quando ci si presenta un problema, sia capire che tipo di problema abbiamo di fronte. Dobbiamo pensare che ci sono infatti due tipi di problemi che siamo chiamati ad affrontare ogni giorno che presentano caratteristiche completamente differenti.\r\n Il primo tipo è un problema che ci si presenta quando agiamo contro le leggi della natura. Tipico esempio è il problema che riguarda l’inquinamento. Ci lamentiamo, e percepiamo come problema, il fatto che la terra si sta riscaldando, ma non capiamo che quello non è il problema ma la conseguenza del fatto che abbiamo agito contro le leggi della natura immettendo nell’ambiente più sostanze di quelle che potrebbe smaltire e, come effetto diretto, ci troviamo di fronte ad un surriscaldamento del pianeta. Cosa dobbiamo capire con questo? Dobbiamo comprendere che la soluzione non sta nell’inventare e nel costruire dei condizionatori giganti