Mese: settembre 2016

Filo sì, filo no…

filo sì, filo no - il blog del dottormic -

Ormai da qualche giorno, trovo in rete vari articoli che riportano una notizia che riguarda l’utilizzo del filo interdentale o meglio il fatto che non ci siano delle evidenze scientifiche che dimostrino la reale utilità del filo interdentale nella cura della propria bocca.\r\nSi legge di associazioni governative americane che hanno tolto le indicazioni all’utilizzo dalle loro raccomandazioni per la salute così come associazioni inglesi che invitano a non usare il filo e a preferire l’utilizzo di scovolini interdentali.\r\nIn Italia c’è chi da ragione alla scienza e sconsiglia (o meglio non consiglia) l’utilizzo del filo e c’è chi ne fa una questione di buonsenso affermando che, dal momento che l’utilizzo del filo interdentale male non fa, sia meglio utilizzarlo per l’igiene orale quotidiana.\r\n Chi ha ragione? Non ne ho idea!\r\nIn uno degli ultimi articoli ho parlato di come ci siano degli oggetti, il filo interdentale è tra questi, che non hanno alcun utilizzo intrinseco e che da soli non servono a nulla ma che N.O.I. possiamo rendere utili riuscendo a trovare un preciso scopo per il loro utilizzo. Quindi quando qualcuno mi chiede

Multit…siamo sicuri?

Multi…siamo sicuri? - il blog del dottormic -

A volte sento qualche assistente o segretaria o collega che, essendo donna, dice di essere in grado di lavorare in modalità multitasking; ovvero afferma di essere in grado di poter fare più cose nello stesso tempo.\r\nHo letto da molte parti e ho frequentato corsi di gestione personale dove ho imparato che nessuno di noi può lavorare in questa modalità.\r\nPossiamo parlarne!\r\nSpesso si tratta di una nostra percezione. Pensiamo di poter lavorare portando avanti due, tre o quattro compiti contemporaneamente  e sicuramente possiamo anche farlo o avere l’impressione di farlo nel lato pratico.\r\nTuttavia, dal momento che l’energia a nostra disposizione è finita (nel senso che non è infinita), possiamo essere certi che, nel momento in cui portiamo avanti più compiti nello stesso momento,  non riusciremo a dedicare il massimo dell’energia possibile ad ogni singolo compito ma saremo costretti a distribuire l’energia che abbiamo a disposizione .\r\n\r\nOra la mia domanda è questa: siamo sicuri di voler affrontare dei compiti sapendo dall’inizio che non riusciremo a dedicare loro il 100% dell’energia? E di conseguenza, siamo sicuri che riusciremo a ripartire in modo adeguato tutte le forze?\r\n

Rendere Utile

Rendere Utile - il blog del dottormic -

Abbiamo deciso di produrre un foglio per informare le persone, per condividere gli argomenti che ci sembrano più importanti, per permettere anche a chi non utilizza internet, di avere accesso a informazioni fondamentali per la propria salute. In definitiva abbiamo pensato di fare qualcosa di utile o meglio, abbiamo deciso di mettere a disposizione uno strumento che chiunque potesse utilizzare.\r\n\r\nNon qualcosa di fine a sé stesso ma qualcosa che le persone potessero decidere di rendere utile, in modo attivo. Non serve a nulla stampare questo foglio e lasciarlo nei nostri archivi, cosi come non serve a nulla che le persone lo prendano e lo abbandonino in fondo ad un cassetto. Ognuno di voi potrà decidere di rendere utili le informazioni che contiene.\r\nQuesta vorrei che fosse la vera differenza rispetto a mille informazioni che ci vengono somministrate ogni giorno: ci sono strumenti che usiamo, che sono nati con uno scopo ben preciso e che adoperiamo per renderci la vita più semplice, quasi senza bisogno di pensarci e senza sforzo ulteriore. Ci sono invece altri oggetti o dispositivi o informazioni, come questo foglio, che

Toccare con mano le parole

Toccare con mano le Parole - il blog del dottormic -

Quest’anno iniziamo a riportare su carta le nostre campagne più importanti.\r\nCominceremo questo mese con il diabete. Diffondiamo notizie e consigli attraverso i nostri canali social, su Facebook , sul Blog e sul sito. Raggiungiamo molte persone ma abbiamo due dubbi.\r\n Il primo riguarda appunto il numero delle persone che possiamo raggiungere. Non siamo sicuri di poter arrivare a tutti i nostri pazienti attraverso questi canali per il semplice fatto che le nuove tecnologie di comunicazione sono molto diffuse, ma sono purtroppo ancora indietro dal pensare di poter raggiungere il 100% dei cittadini. Sarebbe quindi una vera e propria ingiustizia se comunicassimo con un largo gruppo di nostri pazienti e trascurassimo gli altri.\r\nIl concetto di disuguaglianza digitale è poco diffuso ma è un pericolo presente nella nostra società.\r\nIl secondo dubbio riguarda il fatto che vogliamo avere tra le mani qualcosa di tangibile, di reale, che si possa leggere e portare a casa. Non solo per uscire un attimo dal mondo virtuale ma anche per dare un segnale, a chi ci segue, che ci prendiamo la responsabilità di ciò che andiamo a raccontare in giro, sulla rete e

Etica ed Estetica…ed il bello della diretta.

Etica ed Estetica…e il bello della diretta. - il blog del dottormic -

Oggi sono a Brescia per il congresso dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Estetica. Questa volta l’incontro prevede, oltre alle relazioni in ambito tecnico e clinico, una valutazione ed una riflessione sulle possibilità di incontro tra l’estetica e l’etica in odontoiatria. Parla il professor Philippe Daverio e ci dà la possibilità di uscire dai denti.\r\n Si parla di etica comportamentale. Ci si chiede cosa siano le abitudini, il modo di vedere il mondo. Si arriva a chiedersi non cosa una persona deve fare, ma perché lo deve fare.\r\nQuando si parla di estetica si parla invece della somma dei valori che noi diamo alle cose o che universalmente accettiamo e condividiamo. Alla parola estetica segue poi il concetto di bello.\r\nA questo punto la discussione riparte da questa parola; l’idea stessa del bello non è facile da definire. Per i greci una cosa è bella quando è buona o meglio quando  serve a qualcosa. Un papa disse qualche anno fa che la bellezza avrebbe salvato il mondo. In realtà la parola bello è stata inventata nel medioevo e si forma attorno all’idea di chi è forzuto, di chi è

Euristico!

Euristico! - il blog del dottormic -

Euristico: detto di ipotesi che informa e orienta una ricerca; non rigoroso ma intuitivo.\r\n Come mi piace l’euristica! Questa parola che deriva, come moltissime altre dal greco, significa trovare. Se il nostro modo di agire tutti i giorni dovesse fondarsi su questa parola, saremmo di fronte a infinite possibilità di scoprire in continuazione nelle cose che facciamo, aspetti nuovi e inesplorati. Oggi, di fronte alle nuove tecnologie, per sentirci più al sicuro, preferiamo ricalcare modelli precedenti, ai quali le nuove tecnologie non appartengono, rischiando di non riuscire a trovare appunto tutta una serie di nuove applicazioni che ci venissero offerte. \r\n Se usiamo un moderno smartphone per telefonare in mobilità senza rimanere vincolati ad un cavo collegato alla presa a parete, non facciamo un torto a nessuno. Ma se ci limitiamo solo a questa possibilità che è la più “sicura” rispetto alle nostre abitudini, perdiamo tutta una serie di opportunità che potrebbero costituire per la nostra vita un vantaggio inestimabile. Agendo in maniera euristica potremmo scoprire che grazie allo smartphone cambia il modo di comunicare con le altre persone grazie all’impiego

Comunicare, Communicare, Communis

Comunicare, Communicare, Communis - ilblog del dottormic -

In questi giorni, dovendo preparare un nuovo corso di educazione di impresa, mi sono trovato ad affrontare la revisione del capitolo sulla comunicazione e su come questa avvenga in ambito lavorativo ma più generalmente interpersonale. Ho deciso di dare una rinfrescata ai concetti e mi sono accorto, leggendo alcune pubblicazioni, che il concetto di comunicazione viene spesso assimilato al concetto di trasmissione di un concetto, di un’idea, un comando o un segnale in genere. Questa cosa mi ha fatto pensare. Avendo usato questo termine tante volte, ho il timore che sia stato sempre percepito con questo significato e cioè quello di semplice “trasmissione” di un messaggio da un mittente ad un ricevente. Va detto che, da alcune parti, la spiegazione del concetto di comunicazione, viene corretta con l’idea di un messaggio che viene trasmesso e che prevede una risposta (feedback). Un messaggio che genera in definitiva un’azione che rende di conseguenza la comunicazione efficace, cioè in grado di suscitare in chi riceve il messaggio, una risposta. Non importa la natura o la qualità della risposta, l’importante è che ci sia una reazione

Questa volta lo faccio davvero

Questa volta lo faccio davvero - il blog del dottormic -

Finalmente il grande rientro, almeno per me. C’è chi, in ferie, è già stato, chi lo è ancora, chi deve ancora partire e chi alla fine non partirà. Io penso solo al fatto che questa è la prima settimana di lavoro in studio e sarà un po’ traumatica. Come sempre, come per tutti. Ho letto in qualche libro e, ultimamente, anche in alcuni post su Facebook, che chi considera il proprio lavoro come un’attività piacevole, divertente e piena di stimoli positivi, non si annoierà mai e in definitiva potrà sentirsi sempre in vacanza. Io non sono così d’accordo con questa affermazione, per vari motivi.\r\n Per anni, abitando in un luogo dove il lavoro è sacro e dove le persone vengono “misurate”, a volte esclusivamente, con il metro della loro capacità lavorativa o produttiva, ho pensato, o mi è stato insegnato, che le vacanze bisognava meritarsele, che in vacanza ci devi arrivare dopo aver acquisito la consapevolezza di avere dato tutto, fino all’ultima goccia di energia alla tua attività lavorativa. Recentemente ho letto, nell’ultimo libro di Vitaliano Trevisan, come il lavoro,