Mese: aprile 2016

Siamo medici? (seconda parte)

Siamo medici? (seconda parte) - il blog del dottormic -

Quando vediamo un sintomo, 9 volte su 10 il problema sta altrove!\r\n Se un nostro paziente arriva in studio con dolore (sintomo) difficilmente risolveremo il problema prescrivendo un antidolorifico. Il dolore potrebbe essere legato ad una carie in una zona poco visibile del dente, se la carie è in una zona poco visibile e accessibile, significa che in quella zona non è stata fatta una pulizia quotidiana sufficiente, se non è stata fatta una pulizia proporzionata e corretta significa che al paziente non sono state fornite le adeguate istruzioni per una corretta igiene orale oppure che la motivazione all’igiene non ha sortito gli effetti programmati e desiderati. Questo potrebbe dipendere da una scarsa formazione dell’igienista sulle tecniche di persuasione. La mancata formazione potrebbe essere frutto di un’errata scelta strategica dell’impresa sulle risorse da dedicare alla formazione (causa). Risultato se i nostri pazienti arrivano troppo spesso in urgenza con dolore, la causa del dolore sta in una scelta strategica sbagliata! \r\n Spesso siamo critici nei confronti di comunicazioni sui media tradizionali o su Internet, che considerano solo il sintomo in modo

Siamo medici? (prima parte)

Siamo medici? (prima parte) - il blog del dottormic -

Siamo medici? Comportiamoci da medici…in azienda!\r\n Quando un paziente si siede sulla nostra poltrona, per prima cosa gli chiediamo di raccontarci il suo problema attraverso i suoi sintomi. Perché sappiamo che il paziente, che arriva con un quesito, non potrà mai raccontarci in maniera dettagliata il problema in questione ma ci racconterà i sintomi, che lui conosce perfettamente, in base alla sua esperienza, anche se non ha studiato odontoiatria. \r\n Il nostro compito sarà quello di riportare i sintomi alle cause. \r\n Faccio un esempio immediato: se un paziente viene da noi e ci racconta di avere le gengive che sanguinano (sintomo), difficilmente la soluzione definitiva del problema sarà un collutorio per le gengive infiammate che sanguinano. Se un paziente ha le gengive infiammate potrebbe avere della placca che si è organizzata in tartaro, magari dovuta al fatto che i denti sono mal-posizionati e che non riesce a mantenere un adeguato livello di igiene orale e quindi, in questo caso, la soluzione del problema sta nel riallineamento che risolve mal-posizionamento dei denti. \r\n Quando vediamo un sintomo, 9 volte su

Un sorriso è un dono gratuito

Un sorriso è un dono gratuito - il blog del dottormic -

Un sorriso è un dono gratuito e istantaneo…se hai una Polaroid!\r\n La storia dei sorrisi perduti. Mi sento un po’ come un ladro di sorrisi. Se mi intervistassero durante il processo, la domanda sarebbe: come ci si sente ad essersi appropriato dei sorrisi di decine di persone senza il minimo rimorso? In realtà la mia difesa sarebbe basata sulla buona fede. Ovviamente sarei costretto a fare nomi e cognomi di chi mi ha aiutato. \r\n La storia nasce nel 2011. Sto preparando il secondo evento di 1SorrisoXTutti e siamo in pieno caos da organizzazione. Ad un pranzo di famiglia incontro Giacomo Inches, appassionato di vecchie macchine fotografiche istantanee Polaroid e, dopo avere parlato un pochino, constatiamo come il concetto di stampa e visualizzazione immediata della foto corrisponda proprio ad un fondamentale cambiamento nel concepire l’utilizzo della fotografia nel lavoro in campo odontoiatrico. Se un dentista dovesse aspettare ogni volta di portare la pellicola dal fotografo per avere le stampe delle foto, non potrebbe usare questo strumento per comunicare con il paziente, perchè verrebbe a mancare l’effetto dell’immediatezza necessario a rendere il

Sorrisi e Volti

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Qualche tempo fa, durante uno dei nostri meeting con i pazienti, abbiamo progettato e realizzato un piccolo esperimento sociale ed artistico. Abbiamo invitato un gruppo di appassionati di fotografia istantanea analogica, in pratica fotografi e artisti che usano le vecchie macchine analogiche Polaroid. A questi appassionati abbiamo chiesto di pensare a delle opere, con le loro macchine fotografiche, che avessero come tema l’erosione, essendo proprio questo l’argomento della giornata organizzata con i pazienti.\r\n Parallelamente a questo progetto, durante la manifestazione, abbiamo realizzato degli scatti fotografici istantanei del sorriso di alcuni pazienti. A questo punto, le persone intervenute, potevano scegliere uno di questi sorrisi istantanei, metterlo davanti alla propria bocca e farsi fotografare a propria volta. Ne è uscita una galleria di ritratti immediati di incredibile interesse che ha suscitato una serie molto appassionante di domande alle quali nel tempo abbiamo cercato di dare una risposta. Avete mai pensato di cambiare il vostro sorriso con un clic? Con la fotografia istantanea si può fare, è possibile anche nella realtà? Siamo talmente bombardati da messaggi che mirano a semplificare le cose e a

Invenzione e Applicazione

Invenzione e Applicazione - il blog del dottormic -

È difficile per noi dentisti parlare di digitale. Ormai da anni in studio utilizziamo questa tecnologia che offre un valido aiuto per tutte le discipline che ogni giorno vengono praticate.\r\nEppure c’è sempre qualcuno che storce il naso di fronte a questo utilizzo della tecnologia che ad alcuni appare a volte sfrontato. Mi sono chiesto il perché di tanta diffidenza e reticenza e poi, leggendo alcune pagine di un filosofo contemporaneo, ho fatto una piccola (o grande) scoperta che, come tutte le scoperte, una volta detta è sembrata più banale di quello che sembrava all’inizio.\r\n L’applicazione non discende necessariamente dall’invenzione. \r\n A parte l’imbarazzante verità che sta dietro a questa frase; basti pensare al fatto che almeno trent’anni dopo che l’uomo è sbarcato sulla luna, un anonimo personaggio ha applicato una delle più grandi invenzioni fatte dall’uomo, la ruota, alle valigie trasportate a fatica per decine di anni dalle braccia e dalle spalle di alcuni dei più grandi scienziati del pianeta. Nessuno di questi scienziati ha mai lontanamente pensato di applicare una parte del proprio intelletto a un problema di trasporto, magari insignificante, ma che ha cambiato veramente la qualità della vita

Leadership personale

Leadership Personale - il blog del dottormic -

Perché un corso di leadership personale nel nostro studio…\r\nSiamo capaci di gestire la nostra carriera, di gestire la famiglia, il lavoro, un’azienda, delle persone, i figli, le relazioni; siamo capaci di immaginare il nostro futuro e di faticare per provare a realizzarlo e potremmo anche pensare di cambiare molte cose attorno a N.O.I. mentre lo facciamo. Possiamo quindi essere dei leader, delle persone in grado di rischiare insieme ad altre persone per provare a realizzare qualcosa di grande la fuori.\r\n Spesso tuttavia ci dimentichiamo del principale ostacolo che troviamo sul nostro cammino…noi stessi. \r\n Il mondo che ci circonda è complesso ma non sarà mai complesso come il mondo che sta dentro di N.O.I. Le emozioni infinite che proviamo, gli istinti, i pensieri, le intuizioni, le idee, le percezioni, i nostri desideri e le paure più nascoste, i rancori e i conflitti e tante, tante altre situazioni che popolano il mondo all’interno di noi stessi. Possiamo forzare queste esperienze con la volontà e usarla come un dittatore del nostro corpo, oppure possiamo ingannarci, oppure possiamo lasciarci guidare dalle sole emozioni in modo istintivo. Il

Vulnerabilità

Vulnerabilità - il blog del dottormic -

Spesso capita di imbattermi in articoli e notizie che richiamano tanti argomenti che tratto in questo Blog e più in generale che fanno parte del dibattito sempre presente nel nostro studio tra N.O.I. di famiglia, i collaboratori e i pazienti.\r\n L’ultima notizia che riporto è questa:“Nella circolare viene chiarito che “si intendono, quindi, inclusi nel concetto di “vulnerabilità sanitaria”, ai fini dell’applicazione del presente decreto, ad esempio, pazienti affetti da patologie a carattere metabolico (come il diabete mellito), da patologie cardiovascolari, da patologie cerebrovascolari, patologie infiammatorie croniche, nonché pazienti con stati di immunodeficienza e in gravidanza”. \r\n Si parla in questo caso di una circolare del Ministero della Sanità che recepisce una serie di obiezioni da parte del CAO nazionale sulle patologie da inserire nel nomenclatore per la regolazione dei soggetti tutelati dal Servizio Sanitario Nazionale. Io non entro nel merito della questione ma mi limito a considerare un particolare che mi sta a cuore. \r\n Il concetto di “vulnerabilità sanitaria” che riguarda pazienti più deboli sia per costituzione che per situazione sociale che devono essere particolarmente tutelati qualora affetti da malattie metaboliche come