Mese: gennaio 2017

Educazione Imprenditoriale

educazione imprenditoriale - il blog del dottormic -

Sabato scorso non ero in studio. Ho partecipato come relatore ad un congresso/dibattito sul tema dei rapporti tra le varie figure che animano la nostra professione. Da tempo ormai giro tutta l’Italia per parlare di organizzazione clinica e di impresa in odontoiatria. Quando salgo sul podio della conferenza non mi presento come dentista o come formatore ma come educatore. Ritengo che la differenza tra formatore ed educatore, che spesso sono utilizzati come sinonimi, sia sostanziale. L’educazione non è formazione. La formazione implica propriamente l’insegnare, dando una forma, il modellare, in base a un criterio o progetto esterno. Se il progetto è di qualcun altro, nel momento in cui io sono chiamato a dare un contributo, allora dovrò essere formato per far sì che il mio contributo sia coerente e utile al progetto. L’educazione estrae dalla persona ciò che ha da sviluppare di autentico, di proprio, tira fuori e sviluppa qualità interiori del soggetto che hanno generato un sogno. L’educazione è utile in primo luogo alla persona stessa. Chi è educato conosce il valore delle cose nella propria vita ed è

Memoria o Ricordo?

memoria o ricordo - il blog del dottormic -

Oggi è la giornata della Memoria. Penso che chi scrive un Blog in maniera costante, seguendo in un certo qual modo l’andamento dell’anno e della vita di tutti i giorni, non possa sottrarsi, in alcune occasioni, dall’esprimere un parere nei confronti di temi che riguardano sicuramente la coscienza collettiva di chi andrà poi a leggere i contenuti. Per scelta, cerco di non schierarmi mai a difesa di un’opinione rispetto ad un’altra o a sostenere tesi o temi che riguardino politica, religione o morale. Non mi interessa parlare dei contenuti anche se questo non significa che non abbia delle opinioni a riguardo, tuttavia quello che mi interessa, e chi mi legge da tempo lo avrà capito, è la forma con cui i contenuti vengono espressi. Mi interessa il mezzo e la cifra espressiva dii quello che viene espresso. Quando parliamo di comunicazione a volte il contenitore è più importante del contenuto, esprime meglio e definisce in modo più accurato quello che vogliamo esprimere. Lo stesso contenuto infatti può essere espresso in modi differenti e sortire reazioni (e quindi effetti comunicativi) molto

Il Nostro Luogo

il nostro luogo - il blog del dottormic -

Se voglio stimolare la condivisione devo avere il luogo adatto, ci devono essere condizioni ideali. Il paese dove sono nato ha una caratteristica particolare, non è un paese. Ha un nome ma sostanzialmente è un territorio diviso in 5-6 grosse frazioni. In un posto c’è la chiesa, in un altro c’è il comune, in mezzo a queste frazioni ci sono terreni agricoli.  Manca il luogo della condivisione che sostanzialmente significa mettere insieme e dividere allo stesso tempo o meglio, dividere equamente quello che prima è stato messo in comune. Per poter fare questo è necessario creare il luogo adatto a questo proposito. Nonostante ci siano persone motivate a condividere serve uno spazio, anche virtuale, nel quale sia possibile creare le condizioni necessarie ed essenziali per partecipare. La condivisione oggi deve essere  partecipazione comune ad un progetto e questa partecipazione deve essere rivelatrice della tensione d’insieme che nasce dall’esperienza che affratella. In questo luogo tutti sono d’accordo, non nel senso che tutti la pensano allo stesso modo ma nel senso che tutti sono concordi nel ritenere essenziale e nel rispettare il

La paura più grande

la paura più grande - il blog del dottormic -

Ho letto una storia davvero interessante, una storia buffa sulla quale vorrei riflettere con voi. “Marco, come sei cambiato! Eri tanto alto, adesso sei così basso! Eri così robusto e ora sei magrissimo! Eri tutto biondo e ora sei castano. Cosa ti è successo Marco?” E Marco risponde: ”Non sono marco, sono Paolo” “Cavoli, hai cambiato anche il nome?!” Non è facile ascoltare, soprattutto quando c’è un coinvolgimento emotivo. Anche quando questo è assente, non è comunque facile ascoltare. Si ascolta sempre dal proprio stato condizionato. Bisogna capire qual è il punto di partenza. Tutti noi abbiamo le nostre posizioni e ascoltiamo a partire da quelle posizioni. La cosa più difficile del mondo è ascoltare perché la maggior parte delle volte ascoltare significa vedere e noi non vogliamo vedere. A volte è davvero difficile parlare di salute, di prevenzione, di qualità della vita, di stare bene. Tante volte parlo con i miei pazienti e ho la netta impressione che non vogliono guardare, perché guardare significherebbe perdere il controllo della vita che conoscono così bene. La cosa di cui questi pazienti

Svegliatemi!

svegliatemi! - il blog del dottormic -

La maggior parte delle persone, anche se non lo sanno, sono addormentate (me compreso). Nasciamo dormendo, viviamo dormendo, ci sposiamo, alleviamo figli, andiamo dai dottori, senza mai svegliarci. Sono davvero poche le persone che, nella vita di tutti i giorni, riescono a svegliarsi e ad accorgersi e comprendere la bellezza e lo splendore dell’esistenza umana. Perché svegliarsi è spiacevole. Uno se ne sta lì nel letto, al caldo, comodo. È veramente sgradevole essere svegliato. Dico questo perché, trovandomi a riflettere sui progetti dell’anno nuovo, mi sono accorto che la maggior parte gira attorno all’idea del risveglio della consapevolezza. Nel mio caso riguardo alla salute. Stiamo ragionando in questi giorni su una serie di feedback ricevuti nell’arco degli anni dai pazienti per capire cosa realmente vogliono che venga realizzato grazie al nostro servizio. A volte mi sono trovato a pensare che le persone non vogliano realmente essere curate. Quel che cercano è il sollievo. Una cura infatti sarebbe troppo faticosa se non addirittura dolorosa. Meglio avere un po’ di sollievo e poi girarsi dall’altra parte e rimettersi a dormire. E qui

Il Blog cambia

il blog cambia - il blog del dottormic -

Il Blog cambia nome, cambia sede, cambia veste ma i contenuti cambieranno? È sicuramente una domanda che mi faccio da qualche tempo e di cui ancora non so la risposta.\r\nQuando ho iniziato a scrivere non avevo ancora ben chiaro il contenuto di quello che avrei scritto e soprattutto non avevo chiarito l’obiettivo che mi proponevo. Sicuramente volevo rispondere ad un’esigenza di tipo comunicativo. Parlare per scambiarsi opinioni ma soprattutto scrivere per far sapere a tutte le persone interessate cosa N.O.I. pensiamo della nostra professione e del modo di portarla avanti ogni giorno con coerenza. Questo in fondo è diventato lo scopo principale.\r\n\r\nCi potrà essere un argomento più interessante di un altro, un modo più o meno divertente di esprimersi, un’occasione più importante ma l’esigenza profonda che ci muove rimane sempre quella di farci conoscere, di rivelare il lato di noi che i nostri pazienti non vedono sempre.\r\nE cosi il Blog è andato avanti per oltre un anno e adesso è arrivato il momento di farlo crescere, senza strafare, senza cambiarne lo spirito ma rendendolo il più possibile accessibile e facile