Decalogo per il buon rientro

il decalogo del buon rientro - il blog del dottormic-

Ebbene si, anche a me tocca tornare a casa e riprendere la routine quotidiana del lavoro. Oggi, ultimo giorno di permanenza al mare, cerco di trovare motivi per non dispiacermi e per non essere colpito dalla tristemente famosa sindrome da rientro. Spero che venga colta l’ironia di queste parole perché in realtà sto scherzando. Ho sempre un po’ ironizzato sulla tristezza manifestata da chi sta in vacanza, si diverte, si riposa e al momento del rientro “spreca” tutta l’energia positiva accumulata facendosi assalire dalla depressione dovuta alla ripresa dell’attività lavorativa.

Ci sono almeno tre ragioni che porto a favore del mio pensiero (non sono dieci e quindi forse il titolo decalogo non è perfetto).

La prima ragione è che ci sono cose peggiori. Sembra banale ma non possiamo fare finta che se abbiamo questo sentimento di tristezza significa che in vacanza ci siamo stati. Chi non ci è andato ci darebbe un consiglio fantastico per evitare questa depressione e cioè: dovevi stare a casa! Siamo seri, anche solo il pensiero di aver potuto usufruire di un periodo dedicato a noi stessi, alle nostre passioni e ai nostri interessi, dovrebbe farci stare contenti per qualche mese, per poi ricominciare ad essere contenti nella prospettiva di ritornarci.

La seconda riguarda il fatto che la vacanza, come scritto in un post precedente, dovrebbe essere vissuta come un tempo in cui si coltivano passioni e atteggiamenti utili e piacevoli e che non dovrebbero mai sfociare nell’eccesso inutile e frenetico. In vacanza facciamo ciò che ci piace. Sarebbe più utile, invece di rimpiangere la vacanza, trovare stimoli per fare ciò che ci piace anche quando torniamo al lavoro.

Terzo punto: non possiamo assolutamente permetterci di tornare dalle vacanze con una faccia lugubre e triste (a meno che non sia veramente successo qualcosa di brutto) perché dobbiamo pensare che, se abbiamo avuto la fortuna di poterci andare, il minimo che possiamo fare è far si che chi vive e lavora con noi possa usufruire di un po’ della nostra gioia, della nostra felicità, della nostra pacatezza e rilassatezza invece di trovarsi di fronte un muro di tristezza, nervosismo e rabbia.

Ci vediamo lunedì…e vedete di non farmi arrabbiare…

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