Con il senno del poi

con il senno di poi - il blog del dottormic -

Nei giorni scorsi la nazionale italiana di calcio ha fallito il suo obiettivo di qualificarsi per i campionati mondiali del 2018 in Russia. Tragedia per gli appassionati, episodio insignificante per i refrattari del pallone. Non sono qui per dare giudizi o per fare commenti tecnici sulla questione ma mi piacerebbe evidenziare un paio di considerazioni su questo episodio.

Tante volte mi capita di incontrare persone che si impegnano nel portare avanti amare considerazioni su cosa si sarebbe potuto fare per evitare un determinato problema o anche su cosa si sarebbe dovuto fare per impedire che ciò accadesse. Tutti ne erano coscienti ma facevano finta di nulla. Tutti sapevano ma non lo dicevano, oppure lo dicevano ma non venivano ascoltati da quelli che ancora facevano finta che il problema non esistesse.

Alzi la mano chi non si è mai trovato davanti a questa situazione.
Questo è il “senno del poi”, penso ci siano almeno venti proverbi o detti che definiscono questa situazione.
E allora perché continuiamo a farci del male? Perché ci piace così tanto torturarci pensando al passato?
Forse perché non sappiamo bene come fare nel futuro.

Qualche articolo fa avevo parlato di come, di fronte ad un problema, la reazione più utile non fosse quella di cercare una soluzione a tutti i costi ma fosse quella di fare un progetto che permettesse di tracciare un programma per avvicinarsi alla migliora soluzione.
Avremmo scoperto che, la maggior parte delle volte, il fatto stesso di fare un programma ci permette di risolvere il problema facendoci vedere la situazione con più lucidità.

La scelta è nostra, continuare a farci del male col senno del poi o cominciare a reagire progettando un futuro sotto il nostro controllo, senza scuse legate al passato e senza lamentele per nascondere la paura che nasce quando non troviamo una soluzione immediata.

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