E’ importante che non diventi urgente…

importante e urgente - il blod del dottormic -

Questo mese le ragazze che partecipano al percorso annuale di educazione d’impresa dedicato alle persone che lavorano in studio, hanno parlato di gestione del tempo.

Stiamo parlando di tre persone molto motivate, che fanno della responsabilità uno stile di comportamento e che si impegnano sempre al massimo per dare il loro meglio. Eppure questa volta hanno fatto una scoperta per certi versi sorprendente e non piacevole.
Hanno scoperto che ci sono momenti o situazioni in studio in cui fanno molte cose, si impegnano, ci mettono tanta energia e, nonostante tutto questo, portano a casa solo una parte del risultato desiderato e atteso.
Purtroppo fare non basta, bisogna saper fare le cose giuste al momento giusto.

La premessa da cui partire è la capacità di distinguere tra cose importanti e non importanti e tra faccende urgenti o non urgenti. Se riuscissimo a pianificare la nostra attività in modo da fare le cose importanti per noi nel momento in cui non sono urgenti, riusciremmo a utilizzare al meglio il nostro tempo e a portare a termine un sacco di compiti senza rimetterci in salute essendo angosciati dagli eventi esterni che ci obbligano a comportarci in un certo modo.

Non possiamo vivere costantemente con il pensiero di dover sempre affrontare situazioni che richiedono tutta la nostra energia. Se viviamo costantemente con il pensiero di dovere affrontare temi importanti e urgenti, non sopravviveremmo a lungo.
Per prima cosa dovremmo chiederci perché stiamo affrontando oggi un compito urgente che all’inizio sicuramente urgente non lo era e, seconda cosa, quando si parla di qualcosa di urgente, dovremmo chiederci per chi quella cosa è urgente.

Davanti ad un telefono che squilla sentiamo di avere l’urgenza di dover rispondere. È urgente rispondere perché tra poco non suonerà più, tuttavia, che sia importante rispondere, è una cosa assolutamente non certa.
Interrompiamo il lavoro che stiamo facendo, sentiamo forte il bisogno di rispondere, utilizziamo parte della nostra energia, facciamo due piani di scale per rispondere…e poi scopriamo che hanno sbagliato numero!

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