Vedere per la prima volta

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Al di là del fatto che siamo alla vigilia di una festa, questo periodo dell’anno mi consente di affrontare alcune riflessioni. È passato ormai il primo trimestre, possiamo già fare le prime considerazioni su che andamento avrà questo anno, possiamo anche cominciare a pensare di correggere qualcosa, alcuni progetti sono finiti, ne iniziano altri.

Quando facciamo delle valutazioni su una situazione, la prospettiva ideale sarebbe quella più distaccata possibile. Solo se raggiungiamo un punto più elevato di osservazione possiamo pensare di introdurre un cambiamento. Un pesce nuota nell’oceano, avvolto completamente dall’acqua che è il suo elemento, la sua normalità e anche la sua prospettiva naturale e immediata. Questo elemento è talmente naturale per il pesce che nemmeno si rende conto di esserne completamente circondato. L’unico modo che ha il pesce di “vedere” per la prima volta l’acqua è quello di saltare sopra la superficie. Una volta che ha saltato difficilmente potrà vedere l’acqua in cui è sommerso con gli stessi occhi.

Pensiamo tutti i giorni di stare bene. Diamo per scontato che domani mattina ci alzeremo come abbiamo fatto oggi. Ed è veramente così fin quando un giorno succede qualcosa. Qualcosa che non era scontato. Non deve per forza essere qualcosa di grave ma è un fatto che ci mette di fronte alla realtà che la prospettiva dalla quale vediamo le cosa non è l’unica.

Ci fa male un dente e rimaniamo sorpresi, quasi ci arrabbiamo. Questo fatto ci allontana dalla nostra normalità che era, fino a quel momento, quello di non percepire nemmeno il fatto di avere i denti. L’unico modo di non rimanere sorpresi in questo caso sarebbe stato quello di prendere in considerazione la possibilità di guardare alla nostra situazione in modo distaccato. Uscire da noi stessi per controllare se tutto va bene. In questo caso, se tutto va bene in bocca.

Senza paure, senza lamentele, senza i non ho tempo, è troppo caro, non fa per me, non funziona e via dicendo…queste sono le domande che ci facciamo quando pensiamo di avere già le risposte. Perché le risposte, dettate dalla nostra visione del mondo, sono semplicemente ovvie. Solo un cambio di prospettiva potrebbe farci percepire le domande e le conseguenti risposte, un po’ meno ovvie e scontate.

Vi auguro di poter affrontare in questo periodo di risveglio primaverile un risveglio anche interiore con un sacco di nuove consapevolezze…e anche Buona Pasqua.

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