E’ permesso?

è permesso? - il blog del dottormic -

Parliamo ancora di privacy o meglio della nuova legge sulla privacy.

Per svolgere al meglio il nostro lavoro di tutti i giorni, un lavoro medico, dobbiamo raccogliere informazioni personali sui nostri pazienti. A volte sono informazioni o dati che vengono definiti sensibili e cioè che riguardano la sfera privata e intima della persona e che possono essere raccolti e utilizzati solo ed esclusivamente per aiutare il medico a scegliere e a portare avanti il miglior trattamento possibile per quel paziente.

Questo implica due cose o meglio tre.

La prima è che possiamo chiedere e detenere informazioni sul paziente solo al fine di svolgere al meglio il nostro piano di cura e per nessun altro fine.

La seconda riguarda il fatto che le informazioni che ci servono devono essere pertinenti al progetto di cura che abbiamo in mente per i pazienti. Per esempio, ho la necessità di avere in archivio il numero di telefono privato di un paziente perché devo poterlo contattare tempestivamente in caso di bisogno per fissare o spostare un appuntamento o per avvertirlo della necessità di assumere o sospendere un farmaco o per avere notizie sull’esito di un intervento e via dicendo. Potrei, in un altro esempio, non avere bisogno di sapere che tipo di lavoro svolge e quindi potrei non essere autorizzato a chiedere e a immagazzinare questa informazione. In realtà non è esattamente così. Conoscere la professione di una persona mi potrebbe essere utile per stabilire gli orari e la cadenza degli appuntamenti in un piano di cura complesso oppure potrebbe darmi indicazioni sulle sue particolari esigenze estetiche. Quindi sono autorizzato a raccogliere qualsiasi dato purché sia inerente al trattamento che in quel momento sto svolgendo sul paziente.

E qui arriviamo al terzo punto: e se il paziente si rifiuta di darmi le informazioni e di firmare il consenso al fatto che io conservi e utilizzi tali informazioni?

Può succedere il caso che un paziente non voglia trasmettere determinate informazioni o non voglia firmare il documento che autorizza le persone in studio a maneggiare quelle informazioni. Bene, in questo caso, la legge è molto chiara: se non posso avere tutte le informazioni e se non sono espressamente autorizzato (con modulo controfirmato) ad utilizzarle non posso e non devo curare quel paziente e potrei essere soggetto a sanzioni particolarmente pesanti.

Purtroppo o per fortuna non c’è interpretazione e non c’è scelta e soprattutto non c’è eccezione e discussione che tenga.
Vogliamo curare tutti ma da oggi lo possiamo fare solo chiedendo, e ottenendo, il permesso da tutti.

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